Una gara a tre per i David: Tornatore, Crialese e Luchetti

Presentate le cinquine. "La sconosciuta" ha 12 nomination. Seguono "Mio fratello è figlio unico" e "Nuovo Mondo" con 11 condidature

Roma - Cifre alla mano, sono tre i film che quest'anno si contendono il numero maggiore di candidature nelle principali sezioni dei David di Donatello: La sconosciuta di Giuseppe Tornatore con 12 nomination, Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti e Nuovomondo di Emanuele Crialese ex aequo con 11. Tornatore e Crialese sono anche nella cinquina del David Giovani che verrà assegnato da una giuria a parte, composta da seimila studenti delle scuole superiori di tutta Italia. Mentre i mille e cento giurati canonici del David saranno chiamati a votare un solo nome all'interno delle cinquine in vista della premiazione dell'edizione numero 51 che Tullio Solenghi condurrà il 14 giugno in diretta su Raidue intorno alle 18, orario che Walter Veltroni ha sottolineato proprio di non gradire. «Era preferibile la prima serata», ha detto categorico quando ha ospitato in Campidoglio l'annuncio delle candidature insieme a Gian Luigi Rondi, presidente del premio, e ai rappresentanti degli enti promotori, Anica e Agis in testa. Il sindaco cinefilo ha poi continuato a criticare il sistema televisivo sostenendo che «ha la responsabilità di partecipare all'industria cinematografica». Prevedibili i numerosi cenni d'assenso tra i tanti autori intervenuti nella sala capitolina dove c'erano un po' tutti.

Da Ermanno Olmi (8 candidature per il suo Centochiodi, tra cui miglior film e regia) a Daniele Vicari che ha vinto l'unico David già assegnato per il suo documentario Il mio paese, all'attore rivelazione dell'anno, Elio Germano (in corsa come migliore protagonista per Mio fratello è figlio unico); dal regista esordiente Kim Rossi Stuart (5 nomination per Anche libero va bene, tra cui miglior film) alla lanciatissima Ambra Angiolini, inserita nella cinquina delle migliori attrici non protagoniste per Saturno contro di Ferzan Ozpetek (7 candidature).

«Mi sento ancora giovane - ha esordito Olmi - anche se penso di aver acquisito una consapevolezza che è propria di chi, come me, svolge un mestiere da tanti anni». Mentre Kim Rossi Stuart, che sta già segretamente pensando alla seconda regia, confessa: «È stato bello seguire un'opera che ha avuto un percorso così lungo e sono particolarmente onorato della candidatura come migliore film». Visibilmente contento anche Elio Germano che ha relegato Scamarcio, candidato sempre per Mio fratello è figlio unico, tra i non protagonisti: «Ho solo 26 anni ed è per me un onore stare accanto a simili colleghi. Mi fa piacere che adesso, grazie a un film di qualità come questo di Luchetti e non a una modesta serie tv, comincino a riconoscermi per strada».

Pienamente soddisfatto anche Giuseppe Tornatore che dall'alto della sua dozzina di candidature manda un messaggio di riconciliazione cinematografica: «Bisogna smettere con gli steccati tra film che fanno o non fanno pensare, perché la riflessione ci può essere anche in opere più popolari». Signorilmente distaccato Fausto Brizzi, il vero sconfitto di quest'anno con zero nomination per Notte prima degli esami oggi: «Hanno candidato la nazionale del cinema con una formazione corretta». Nessun risentimento? «Speravo solo qualcosa in più per i miei attori - ha detto - mentre personalmente mi bastano le 11 candidature dello scorso anno». Molto sorpresa invece l'esordiente Ambra Angiolini che a giorni inizierà a girare al fianco di Fabio Volo il nuovo film di Cristina Comencini, Bianco e nero: «Sono confusa e divertita di stare in mezzo a personaggi tanto famosi e spero che la candidatura sia più che altro per i miei silenzi nel film piuttosto che per il resto che mi mette in soggezione».