Gara in Usa per la Borsa di Londra

da Milano

È tutta americana la gara per conquistare la più grande Borsa d’Europa. Il no del London Stock Exchange all'offerta di 4,17 miliardi di dollari del Nasdaq, che ha fatto impennare le quotazioni del titolo londinese, non segna infatti la fine delle trattative tra i due mercati azionari. Secondo il Wall Street Journal, infatti, la Borsa hi-tech starebbe riconsiderando l'ammontare della sua offerta, in modo da strappare il sì degli azionisti dell'Lse. E ieri i principali azionisti della Borsa di Londra - il fondo Threadnneedle (che detiene il 13,84%) e il gruppo assicurativo Scottish Widows (con il 7,3%) - si sono detti «pronti a discutere le proposte con le parti coinvolte, mettendo al primo posto l'interesse a lungo termine dei nostri azionisti». In tutto questo, ci sarebbe però un altro mercato, che non sarebbe affatto intenzionato a rimanere a guardare. Si tratta del Nyse Group, la società proprietaria del New York Stock Exchange, sbarcata in Borsa pochi giorni fa, e che non ha mai fatto mistero delle sue mire di acquisizione. Se infatti il Lse decidesse di accettare l'offerta del Nasdaq e del suo aggressivo ceo Bob Greifeld, l'accordo darebbe vita al mercato azionario numero due al mondo, dietro al Nyse, che si troverebbe così in una posizione difficile. Ma un ostacolo che potrebbe impedire al Nasdaq di rivedere molto al rialzo la proposta è rappresentato dai debiti da cui sono oberate le sue casse: il che potrebbe invece aprire la porta al Nyse, che ha tra l'altro una capitalizzazione di mercato di circa 12 miliardi di dollari, più del doppio rispetto a quella del Nasdaq o dell'Lse. Intanto, i titoli del Lse hanno chiuso a Londra in rialzo del 30,5% a 1148,5 pence. E la battaglia per la conquista della Borsa londinese rilancia anche le sue concorrenti: Deutsche Boerse ha chiuso in rialzo del 7,54%.