Da garage a polo del lusso la nuova vita dell’ex Traversi

I n tempi di «architettura mediatica», cattedrali nel deserto e presunte «archistar», il rischio può essere quello di lasciarsi sfuggire i nostri talenti che, invece, all’estero trovano successo e riconoscimenti. Come l’architetto milanese Benedetta Tagliabue che vent’anni fa, dopo la laurea, iniziò un percorso professionale a Barcellona, mettendo in piedi uno studio tra i più celebri e celebrati d’Europa: l’Embt Architectes Associats, fondato nel 1997 insieme all’architetto catalano Eric Miralles, e vincitore di numerosi riconoscimenti (tra cui, nel 2005, il «Riba Stirling Prize» per il Parlamento Scozzese a Edimburgo e, di recente, l’«International Fellowship», assegnato annualmente dal Royal Institute of British Architects agli architetti non britannici che si sono distinti con le loro opere).
Questa volta, però, a premiare la cifra innovatrice e sperimentale della progettista è la sua città d’origine, Milano, che l’ha eletta vincitrice del concorso internazionale promosso dal gruppo immobiliare Aedes per la riqualificazione del Garage Traversi di via Bagutta 2, all’angolo con piazza San Babila. Oggi, infatti, l’architetto sarà ospite dell’assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli per illustrare i dettagli del progetto, che da domani al 20 febbraio sarà al centro (insieme agli altri in gara) di un’esposizione all’Urban Center di Milano, (corso Vittorio Emanuele II, ingresso libero da lunedì a venerdì).
Laureata a pieni voti nel 1989, all'Istituto universitario d'Architettura di Venezia (dove sette anni dopo avrebbe vinto il Leone d'oro alla Biennale di Architettura), nel 1990 la Tagliabue si trasferisce in terra iberica dove conosce l'architetto catalano Eric Miralles. Insieme fondano l'«Embt», uno studio di giovani architetti che annovera, tra le sue opere, il Parlamento scozzese di Edimburgo, il parco «Diagonal Mar» a Barcellona, la sede del Comune di Utrecht in Olanda, gli spazi pubblici del porto di Amburgo e, naturalmente, il famoso mercato di Santa Caterina, nel quartiere barcellonese «Ciutat Vella», con il suo inconfondibile tetto cromatico di 5mila metri quadri, realizzato con 300mila esagoni di porcellana di colori diversi. Un dialogo fra spazi e vivibilità che è anche la cifra distintiva del progetto del padiglione spagnolo, realizzato dallo studio Embt per l’Expo di Shanghai del 2010.
Tornando all’ex Garage Traversi, il progetto Embt rappresenta una svolta attesa da oltre sette anni: da quando, nel 2003, chiuse il primo storico parcheggio multipiano di Milano, firmato negli anni ‘30 dall’architetto De Min. Pianta a ventaglio, otto piani fuori terra, struttura portante in cemento armato e rivestimento a intonaco Terranova, per un totale di 25 metri d’altezza e 5mila metri quadri di superficie. Nell’ultimo decennio il garage (che oggi fa capo al Gruppo Aedes) ha avuto diversi proprietari, è stato oggetto di numerose trattative, finché, nel 2006, è stato sottoposto a vincolo monumentale. La nuova vocazione dell’immobile è di «polo del lusso residenziale e commerciale» con appartamenti, boutique, ristoranti, spa, centro fitness e spazi culturali. Sette gli architetti che hanno partecipato al concorso internazionale, presieduto da Alberico Barbiano di Belgiojoso: studio Embt, Mario Bellini architects, Atelier Jean Nouvel, Silvio D’Ascia Architecte, Eric Owen Moss, David Fisher e Studio Peregalli. La proposta di Tagliabue avrebbe convinto i tecnici per la «coerenza all’identità un’area di grande interesse culturale e commerciale» e per la capacità di «risolvere con originalità la conservazione dell’edificio, garantendo una fruibilità e una funzionalità adeguata al contesto». La facciata curva resterà sostanzialmente «intonsa» e conserverà anche i serramenti industriali «di alto valore estetico, oltre che storico», ha dichiarato il soprintendente ai Beni monumentali Alberto Artioli, tra i membri della giuria. Soprattutto, l’immobile tornerà ad essere interamente visitabile: i percorsi panoramici, infatti, saranno affacciati proprio sul quadrilatero della moda, centro nevralgico per eccellenza dello shopping e del lusso.