Garante: "Protezione dati è emergenza nazionale"

Il presidente Pizzetti ammonisce il parlamento: "La tutela della privacy non ha ancora trovato adeguata soluzione. Serve una legge ad hoc". Su Internet: "Non possiamo accettare che i ragazzi lo vedano come il Paese dei balocchi, nel quale tutto è possibile". E sui servizi segreti: "Vigileremo"

Roma - Il presidente dell’Autorità per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, auspica che il parlamento assuma una posizione chiara sulla questione della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche da parte degli organi di informazione. La vicenda, sottolinea Pizzetti nella relazione annuale alle Camere, «ad oggi non ha trovato adeguata soluzione. La mancata risposta del parlamento ad alcuni problemi da noi sollevati lo scorso anno ha esposto il Garante ad una difficile ricerca del giusto equilibrio fra esigenze contrapposte. L’auspicio è che questo dibattito giunga rapidamente a una conclusione chiara e definita nelle opportune sedi parlamentari».

L’Autorità si è trovata infatti spesso a essere «strattonata da una parte o dall’altra a seconda delle convenienze», di fronte al dilemma di «intervenire, anche a rischio di apparire strumento di censura», o di «rinunciare ad agire efficacemente». In attesa che venga approvata la nuova legge, il Garante torna a «raccomandare alla stampa e ai mezzi di informazione attenzione, moderazione e rigoroso rispetto del codice deontologico» nel trattamento dei dati personali. Quanto, più in generale, ai rapporti tra privacy e giornalismo, dopo le polemiche legate al caso Sircana e al provvedimento del Garante da più parti definito "ad personam", Pizzetti ci tiene a sottolineare che l’attività dell’organismo di garanzia è stata sempre rivolta «alla massima tutela del cittadino», quindi alle persone note come a quelle comuni.

Restano aperte due questioni: i soggetti ai quali affidare la tutela della privacy e la tipologia delle sanzioni da adottare. Su quest’ultimo aspetto, il Garante ribadisce l’opportunità di modificare la normativa vigente, individuando però «soluzioni diverse dalla sanzione penale, che in materia di stampa potrebbe assumere un suono nefasto». Meglio, piuttosto, la possibilità per l’organismo di garanzia di «stabilire in via equitativa forme di indennizzo la cui accettazione sia rimessa alla volontà delle parti e, in aggiunta, disporre la pubblicazione del provvedimento con modalità adeguate».

"Internet non può essere il Paese dei balocchi" «Non possiamo accettare che il mondo di Internet sia visto dai nostri ragazzi come una sorta di Paese dei balocchi, nel quale tutto è bello e possibile». Pizzetti torna a sottolineare le difficoltà del rispetto della privacy al’interno della "rete" dopo aver operato durante tutti i mesi passati, interventi in favore della tutela dei dati privati.
«Nel modo della comunicazione globale - afferma ancora Pizzetti - di You Tube e Google tutto cambia dimensione e impatto. Come si possono applicare le regole dell’ informazione al fenomeno dei "blog’" che si moltiplicano in rete? si chiede il presidente dell’Autorità. Allo stesso tempo, però, l’Authority non intende sottrarsi a questo confronto, come ha dimostrato la sua trattativa con Google per la cancellazione di dati personali errati o superati sul maggiore motore di ricerca mondiale».

"Vigileremo sui servizi segreti" Un’attività collaborativa e di vigilanza nei confronti dei Servizi di sicurezza «che aiuti ad evitare per il futuro ogni abbassamento del livello di guardia». Pizzetti ha sostenuto l’esigenza dell’Autorità di continuare a svolgere «sempre più intensamente» la sua attività di verifica in settori così delicati, come quelli appunto dei servizi, delle telecomunicazioni e del Ced, la più grande banca dati di Polizia esistente in Italia.
Pizzetti ha aggiunto che «se nel passato fossero stati già operativi gli accorgimenti e i sistemi di protezione da noi imposti, molte delle violazioni e degli accessi illeciti riscontrati non si sarebbero verificati o comunque non nella misura in cui ciò è avvenuto». E proprio per questo il garante della privacy intende intensificare l’attività di verifica in settori delicati.