Il Garante Ue frena sul «Grande fratello» telefonico

da Bruxelles

L’Unione europea dovrà dotarsi presto di una legge in materia di conservazione dei dati nel settore delle tlc. Ieri il Parlamento europeo ha bocciato la proposta presentata da Gran Bretagna, Francia, Svezia e Irlanda, che proponeva l’obbligo di conservazione dei dati da un minimo di sei mesi fino a tre anni. La bocciatura è legata al timore che la proposta fosse lesiva delle normative sulla privacy.
Rimane in piedi la proposta della Commissione europea, scritta da Franco Frattini, vicepresidente della Commissione Ue e responsabile per Sicurezza, libertà e giustizia.
Ieri il Garante europeo per la protezione dei dati (Cepd), Peter Hustinx, si è espresso chiaramente: «La direttiva europea dovrà rispettare i diritti fondamentali dei cittadini, altrimenti sarebbe non soltanto inaccettabile ma soprattutto illegale». Hustinx ha fissato alcuni i paletti entro i quali dovrà muoversi la normativa. Secondo Hustinx servono «periodi di conservazione strettamente limitati a un massimo di 12 mesi», che dovrebbero scendere a sei mesi per i dati relativi a e-mail e internet, «un numero limitato di dati registrati», adeguate «garanzie di accesso ai dati», l’istituzione di una «infrastruttura tecnica adeguata per garantire la sicurezza dei dati». Inoltre, sempre secondo il Garante Ue, i singoli interessati dovranno avere «la possibilità di esercitare i loro diritti» e «i responsabili della protezione dati dovranno essere i garanti». Allo studio anche l’ipotesi di rimborso alle società di servizio, da parte dei governi, delle spese aggiuntive rispetto a quelle sostenute per la conservazione dei dati commerciali (fatture, ecc.). L’accordo finale è previsto per dicembre.