Garantire il futuro delle specie marine

L'arresto temporaneo obbligatorio della pesca a strascico è la principale misura di gestione delle risorse ittiche finalizzata a garantire la sostenibilità dell’attività di pesca nel medio e nel lungo periodo. Tale misura è indirizzata alla tutela della risorsa ittica, necessaria per garantire la riproduttività della specie e l'accrescimento della stessa, a salvaguardia della sopravvivenza dell'attività di pesca nel medio e nel lungo periodo. In particolare, le interruzioni temporanee riguardano circa 2.500 unità, con una media di tre marittimi imbarcati, per le quali la licenza autorizza al sistema di pesca a strascico e/o volante con esclusione delle imbarcazioni abilitate alla pesca oceanica che operano oltre gli stretti.
Per quanto riguarda le basi scientifiche del provvedimento, è opportuno evidenziare che, al fine di consentire l'erogazione di aiuto cofinanziato alle imprese nell'ambito del Fondo europeo per la pesca (FEP), il Ministero ha adottato i Piani di gestione della flotta a strascico articolati per Geographical Sub Areas (GSA).
I periodi di fermo sono indicati nei piani di gestione, predisposti, secondo le peculiarità biologiche dei diversi areali. In linea generale, l'interruzione temporanea obbligatoria delle attività di pesca, stabilita dai decreti ministeriali 14 e 15 luglio 2011, per le unità operanti nell'Adriatico decorre dal 1 agosto al 30 settembre mentre per quelle operanti nel Tirreno si attua dal 30 settembre al 29 ottobre. Fanno eccezione le Regioni Sicilia e Sardegna che determinano i periodi di interruzione con provvedimenti autonomi.
Inoltre, al fine di massimizzare i risultati derivanti dal periodo di fermo effettuato sono previste ulteriori misure tecniche. In particolare, per le unità operanti nel litorale Adriatico è stato stabilito in primo luogo il divieto di pesca, per le otto settimane successive all'interruzione temporanea, nella giornata di venerdì e di un altro giorno scelto discrezionalmente dall'armatore. In secondo luogo, il divieto, fino al 13 novembre 2011, della pesca a strascico e/o volante entro una distanza dalla costa inferiore alle 4 miglia, ovvero, con una profondità d'acqua inferiore a 60 metri. Tale divieto non coinvolge le unità della pesca costiera locale entro 6 miglia dalla costa.
All'onere derivante dalla attuazione della misura (fino a concorrenza massima di 22 milioni di euro) si provvede per un ammontare di 13 milioni di euro con risorse provenienti dal Fondo Europeo Pesca (Reg. (Ce) 1198/2006) e per un ammontare di 9 milioni di euro con risorse, a valere sul regolamento de minimis, provenienti dal Fondo rotativo di cui all'art. 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183.
In base alla tabella allegata al Decreto del Ministro, i contributi si potranno attestare tra un minimo di 600 euro e un massimo di 24 mila euro.