«Garantisti anche con la Quercia La giustizia politica ci indigna»

Sono in gioco «principi non negoziabili». In un’intervista pubblicata ieri dal Quotidiano Nazionale, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha confermato il «no» all’uso giudiziario delle intercettazioni telefoniche che riguardano i vertici dei Ds (Massimo D’Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre) oltre a tre parlamentari di Forza Italia, coinvolti nelle indagini sulle scalate bancarie del 2005. «Su questo siamo intransigenti - ha spiegato il leader della Casa delle libertà -, l’uso politico della giustizia ci indigna, chiunque ne sia la vittima. Noi non siamo garantisti a corrente alternata». «Non ho mai creduto moralmente lecito tentare di distruggere gli avversari per via giudiziaria», ha ricordato Berlusconi, rilevando che «non occorrono certo microspie e intercettazioni per scoprire la contiguità non solo ideale ma operativa fra i Ds e le Coop rosse». L’ex premier ha poi disegnato la strategia dell’opposizione di fronte alle difficoltà del governo: «Non cerchiamo spallate, ma staccare la spina sarebbe un atto dovuto verso il Paese», che «ha bisogno di un governo che lo porti al voto. Un governo istituzionale con l’esclusivo compito di preparare le elezioni». Quanto alla legge elettorale, il leader di Forza Italia ha ribadito di considerare il sistema tedesco un ritorno indietro alle «cambiali in bianco ai partiti»: meglio una «limitata riforma» della legge attuale, attuabile «in pochi giorni».