Garbatella Tutti a lezione di pirateria informatica

È previsto per oggi lo sbarco dei pirati nella capitale. Non i pirati di una volta, però, con uncino e bandana, per intenderci, ma quelli dei giorni nostri, che solcano il web armati di computer, andando all’arrembaggio dei diritti d’autore. Hacker, così vengono comunemente identificati; un’etichetta che a loro, però, pare andare stretta. «Onesti cittadini», preferiscono definirsi, che condividono in rete ogni tipo di file (musica, film, software, e-book) in barba al copyright. L’evento, dal sapore eversivo, si terrà al Teatro delle Arti della Garbatella a partire dalle 10 di questa mattina e vuole essere un’occasione per celebrare i vantaggi dell’open source, del copyleft e compagnia bella. In sostanza, lo scopo dell’iniziativa in programma, è quello di protestare contro il tentativo da parte delle istituzioni di arginare il file sharing, rendendo impossibile l’accesso alle reti «peer-to-peer». Tutti termini astrusi per chi non parla il «computerese», ma di uso comune per quelli che invece scaricano ogni giorno dalla rete opere tutelate dal diritto d’autore a costo zero. Una pratica, questa, sempre più diffusa, nonostante sia di carattere illecito, e che secondo stime recenti costituirebbe i due terzi del traffico Internet.
La «festa dei pirati», organizzata dalla rivista Loop, proseguirà fino a tarda notte e ospiterà nel corso della giornata spettacoli multimediali, relazioni, dibattiti e molto altro ancora. Si potrà perfino partecipare a dei laboratori tecnici divulgativi, tipo il mini-corso di pirateria durante il quale verrà spiegato ai presenti come scaricare facilmente file da Internet con il «peer-to-peer». Si consumerà, insomma, un autentico attacco al codice a barre, che certamente non mancherà di far storcere il naso a coloro (autori, attori, major e via dicendo) che remano nella direzione contraria. In seno alla manifestazione saranno esaminate poi le proposte di legge con le quali s’intende arginare i pirati di nuova generazione («imbavagliando Internet», per dirla con loro). Previsto anche un corso di autodifesa per il cibernauta, volto a illustrare gli strumenti con i quali sarà possibile arginare la «censura» nel caso tali proposte vengano approvate. A rendere il tutto ancora più provocatorio, semmai ce ne dovesse essere bisogno, la consegna di un premio alquanto insolito, «l’uncino d’oro», da conferire al ministro Roberto Maroni, reo, stando agli organizzatori, di essersi autodefinito, in una passata intervista, un downloader incallito. Da vedere quale sarà la reazione del diretto interessato.
All’appuntamento prenderanno parte esperti in sociologia, politica e diritto. Consulenti informatici. Attivisti italiani e stranieri favorevoli alla condivisione dei beni intellettuali, i membri del singolare «partito dei pirati» nato in Svezia, e tanti altri ancora. Tutti uniti nell’affermare niente poco di meno che «la pirateria è una cosa positiva» (questo a grandi linee lo slogan imbracciato dagli organizzatori dell’evento) e che la violazione del diritto d’autore è diventato un fenomeno di massa, così, visto che non ci si può fare nulla, allora tanto vale chiudere un occhio, anzi due. «È ora di dire che siamo nel giusto, che siamo il futuro, che siamo tutti pirati», recita la locandina dell’evento apparsa su www.no-copyright.net. Ma sono in molti a non pensarla allo stesso modo e che, al contrario, nella richieste di libertà avanzate a gran voce dai «pirati», vedono una resa pericolosa agli effetti collaterali del web 2.0.