La Gardenia ora punta su Nordest e Sud Italia

Quando l’economia si fa difficile, un rossetto in più è quel piccolo lusso che fa sentire meglio. «Lipstick Index», lo chiamano gli addetti ai lavori: come dire, lo shopping segna il passo e le profumerie scaldano i motori. Per lo meno, funziona così negli Stati Uniti: e in Italia? «É vero che il mercato della cosmesi ha risentito meno di altri della crisi dei consumi - risponde Fabio Pampani, neo amministratore delegato della catena di profumerie La Gardenia -. Non solo rossetti, ovviamente: è alla cura del corpo e di se stessi che nessuno vuole più rinunciare, donne ma anche - anzi, sempre di più - uomini. Ecco perché il servizio è l’elemento che fa la differenza principale, ancor più del prezzo: intendo ogni passaggio del rapporto fra chi vende e chi compra, dall’immagine del negozio ai consigli per gli acquisti. E su questo noi siamo e saremo intransigenti. La concorrenza nel settore è alta: e noi dobbiamo affrontare la sfida da numeri uno, quali siamo».
Nel luglio scorso, infatti, il gruppo è stato acquisito dal fondo di private equity inglese Bridgepoint, già proprietario della catena Limoni, dando vita al più grande polo della profumeria in Italia: un network di oltre 650 negozi, con quasi 500 milioni di fatturato nel 2010 e oltre tremila dipendenti in totale. Insieme, La Gardenia e Limoni rappresentano il 25% del mercato totale della profumerie e il 50% del mercato delle grandi catene nazionali e internazionali. Una collaborazione che però esclude qualsiasi “cannibalismo“: «È una sinergia tra due aziende entrambe totalmente italiane - spiega l’ad - che mantiene i due marchi separati e autonomi, anche per quanto riguarda le location, ma con percorsi strategici condivisi, come l’ultima campagna di comunicazione realizzata insieme. Mi piace definirli come due fratelli, che fanno la stessa strada e vanno alla stessa scuola, ma hanno vite e interessi diversi».
Con l’insegna La Gardenia, ieri, è stato inaugurato il nuovo atelier a San Giuliano Milanese: 250 metri quadrati, un team di beauty coach tutto al femminile per illustrare tutti i segreti di creme e cosmetici. «É una pietra miliare nel progetto di rilancio dell’immagine dei nostri punti vendita, più fresca e invogliante, che valorizza i nostri marchi esclusivi, come la private label Maison Bio», commenta soddisfatto Pampani. E non resterà un caso isolato: «Nel 2012 sono previste almeno dieci aperture e altrettante ristrutturazioni. Siamo dappertutto, ma dobbiamo rafforzarci in alcune zone, come il Veneto e le grandi regioni del Sud, con un occhio di riguardo per i centri commerciali».