Dalla Gardu alla Melis, tutte le donne rapite in Sardegna

Cagliari - Se sarà confermata la pista del tentativo di rapimento finito male, Dina Dore si aggiunge a quell’elenco anomalo delle cronache dell’Anonima sequestri, visto che prima degli anni ’70 le donne erano ritenute quasi al riparo da tale reato per il grande rispetto di cui sono state sempre circondate soprattutto nei paesi delle zone interne dell’isola.

L’ultima ad essere stata rapita - occupando il 182/o posto in assoluto tra le persone sequestrate nell’isola a partire dal 1960 - è stata Silvia Melis nel 1997 mentre la prima dell’ «era moderna» fu, nel 1970, Assunta Gardu, moglie dell’ ex vicepresidente del Consiglio regionale sardo. Passarono otto anni prima che finisse nelle mani dell’Anonima la studentessa Pasqualba Rosas, rapita nel 1978 insieme al fidanzato. L’anno successivo, il più «nero» nella storia della criminalità in Sardegna, furono sette le donne sequestrate: Cristina Scacabarozzi e Luisa Cinque, madre e figlia, Ornella Fontana, figlia di un ricco imprenditore lombardo, le inglesi Daphne e Annabelle Schild, la studentessa torinese Marina Casana e la cantante Dori Ghezzi, rapita in uno stazzo in Gallura, con il cantautore genovese Fabrizio De Andrè.

Nel 1983, toccò a Rina Mulas, sorella di un ex sindaco di Nuoro, Franco Mulas, rapita il 2 agosto insieme col marito Salvatore Buffoni, medico condotto e fratello dell’allora procuratore generale della Corte d’Appello di Cagliari. Il duplice sequestro - per il quale venne pagato un riscatto di 500 milioni di lire - venne rivendicato dal Movimento armato sardo, gruppo formato da elementi della criminalità barbaricina che cercavano di spiegare le loro azioni (oltre al sequestro, diversi omicidi) con rivendicazioni di carattere terroristico-separatistico. Lo stesso anno venne rapita una farmacista di Nuoro, Luigia Manconi, mai ritornata a casa.

Dal 1984 al 1987 non c’è stato anno senza che in Sardegna fosse rapita una donna. Seguirono diversi anni di tregua, interrotta il 23 marzo 1992 col sequestro a Oristano di Floriana Bifulco, figlia di un commerciante, che all’epoca aveva 17 anni, e riuscì, dopo due giorni, a liberarsi. Tre anni dopo toccò a Vanna Licheri, possidente di 67 anni di Abbasanta, sequestrata il 14 maggio 1995, e mai liberata.