Garibaldi, cinque mostre per un Mito

Nel bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, Genova accoglie la principale rassegna espositiva dedicata all'Eroe dei due mondi: cinque mostre, da palazzo Ducale alla Galleria d'arte moderna e alla Wolfsoniana, dal museo del Risorgimento a quello dell'Accademia ligustica di belle arti, per far rivivere il mito del condottiero nizzardo a partire da oggi fino al 2 marzo 2008. La città da cui Garibaldi salpò con la spedizione dei Mille, quella che per prima gli aveva conferito la cittadinanza onoraria, ha deciso di ricostruire la sua epopea attraverso uno spettacolare complesso di opere e un nutrito cartello di eventi collaterali: laboratori per le scuole, spettacoli teatrali, persino rassegne enogastronomiche con i piatti che Garibaldi era solito mangiare durante la permanenza a Caprera.
«Garibaldi. Il Mito» è il titolo sotto cui sono raggruppate tutte le iniziative promosse da Comune e Regione, sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica, col sostegno della compagnia di San Paolo e il contributo della fondazione Carige. Palazzo Ducale ospita la rassegna «Da Lega a Guttuso» con l'esposizione di 150 dipinti e sculture di artisti di diverse generazioni, dai macchiaioli toscani ai romantici lombardi, ai veristi napoletani e a quelli siciliani. Su tutte le opere spicca l'enorme tela della «Battaglia di ponte dell'ammiraglio» di Renato Guttuso.
La mostra, curata da Fernardo Mazzocca e Anna Villari, è suddivisa in dodici sezioni e si apre con la presenza di Garibaldi a Roma tra il 1848 e il 1849 per passare attraverso le sue imprese leggendarie, fino alla solitudine di Caprera e l'ultima spedizione in aiuto della Repubblica francese. «Da Rodin a D'Annunzio» all'interno della Galleria d'arte moderna ripercorre la storia del monumento progettato e realizzato dallo scultore Eugenio Baroni accanto allo scoglio di Quarto, oggi in fase di restauro (il termine dei lavori è previsto nel 2008, come ha annunciato il sovrintendente per il patrimonio artistico della Liguria Giuliana Algeri). L'inaugurazione ebbe luogo alla vigilia della prima guerra mondiale, il 5 maggio 1915, con un celebre intervento di Gabriele D'Annunzio. «Le reazioni al monumento - racconta Maria Floria Giubilei, curatrice della rassegna insieme a Caterina Spingardi - furono di segno opposto e in alcuni casi scandalizzate per la nudità dell'eroe, una scelta che all'epoca qualcuno riteneva azzardata». Il mito di Garibaldi rivive anche nella raccolta di manifesti, cartoline, materiali grafici della Wolfsoniana a cura di Silvia Barisone, Matteo Fochessati e Gianni Franzone. «La mostra - spiegano i curatori - intende riflettere su come la figura di Garibaldi sia stata utilizzata all'interno dello scontro ideologico e politico tra fascismo e antifascismo».
La rassegna allestita nel museo del Risorgimento ad opera di Leo Morabito mette soprattutto in luce, attraverso scritti originali, giornali, cimeli e bandiere, il ruolo che Genova ha avuto nello sviluppo del mito di Garibaldi. Mentre il museo dell'Accademia ligustica di belle arti illustrerà la genesi del monumento equestre di Augusto Rivalta, «Garibaldi a cavallo», «la statua più vista ma meno osservata di Genova», dice Giulio Sommariva che ha curato la mostra. Nell'ambito delle iniziative legate all'epopea garibaldina spicca lo spettacolo al teatro della Tosse (23 e 24 novembre) di Carlo Terzo Colla ed Eugenio Monti Colla: «Garibaldi, l'eroe dei due mondi», un vero e proprio kolossal in 25 scene e con 150 marionette.