Garibaldi-Repubblica, a ottobre cantieri aperti

Formigoni: «La zona diventerà espressione del prestigio culturale della Lombardia». Un grande polmone verde fra ex Varesine e piazza Carbonari. Rivoluzione nella viabilità con la linea 5 del metrò e il tunnel Zara-Liberazione che consentiranno di saltare l’Isola

Chiara Campo

«La Lombardia è il motore dell’Italia, la ripresa deve cominciare da qui». Era il messaggio che giovedì, sotto la vela di Fuksas adottata a simbolo del nuovo Polo fieristico di Rho-Pero, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lanciava alle istituzioni. Che, con un moto di orgoglio, ieri hanno dimostrato una volta di più che quell’appello ha azzeccato l’indirizzo. Dopo la Nuova Fiera, il restauro della Scala, Montecity-Rogoredo e Santa Giulia, entra nel vivo un’altra sfida milanese. Con la convenzione siglata ieri a Palazzo Marino da Comune, Regione e gruppo Hines, parte il progetto Garibaldi-Repubblica. L’avvio dei cantieri è previsto da ottobre, per la bonifica di un’area vasta 230mila metri quadrati su cui sorgerà «l’altra sede» della Regione Lombardia, radunando gli uffici sparsi intorno al Pirellone, il grattacielo del Comune, la Città della Moda, quartier generale del made in Milano, con il nuovo centro museale della creatività contemporanea (Modam) e il Progetto di Alta formazione che dalla sinergia tra università Bicocca, Cattolica e Politecnico lancerà una serie di master. Poi: un parco vasto 108mila metri quadrati, centri per conferenze e formazione, uffici privati, ristoranti. La rivoluzione «scaverà» anche nel sottosuolo, con la nuova linea 5 della metropolitana e il tunnel Zara-Liberazione grazie a cui le auto potranno bypassare il quartiere Isola.
«Sarà la nostra piccola Defense - afferma il sindaco Gabriele Albertini, paragonandolo al quartiere degli affari a Parigi -. Non abbiamo mai perso il bandolo della matassa, la volontà di ridare un aspetto di prestigio a un’area strategica. Abbiamo costituito la società mista pubblico-privato, Sviluppo Garibaldi Repubblica, per promuovere la progettazione. E Aem realizzerà una nuova centrale che abbatterà del 30% le emissioni nell’ambiente». L’architetto César Pelli coordina il master plan della Città della Moda, il concorso internazionale di progettazione della sede comunale sarà bandito in autunno mentre quello della Regione è stato già aggiudicato nel 2004: il bando di prequalifica sarà pubblicato tra due settimane, i lavori partiranno a maggio 2006 e si concluderanno entro fine 2009. L’«altro Pirellone» sarà alto 160 metri (contro 127) e avrà 38 piani, 8 in più dello storico. «La zona diventerà espressione del prestigio culturale della nostra regione - sottolinea il governatore Roberto Formigoni -. Il progetto della sede della Regione si ispira al risparmio globale: un sistema di pannelli fotovoltaici ricoprirà una superficie di 3.500 metri quadrati, e grazie all’uso di celle a idrogeno si potrà utilizzare energia pulita prodotta dall’elettrolisi. L’energia termica sarà prodotta dall’acqua di falda».
Il «polmone verde» si snoderà sui 73mila metri quadri delle ex Varesine e 25mila in piazza Carbonari, uniti da un «asse verde» attrezzato lungo via Restelli: un sistema di piazze coperte e scoperte, portici, spazi pedonali, resi vivi da ristoranti, bar, auditorium, mostre e spettacoli, mentre sull’ultimo piano della torre regionale sorgerà un giardino pensile. L’elemento centrale dei 100mila metri quadri di parco sarà la «biblioteca degli alberi». Tra Regione e Comune si giocherà invece un derby in altezza. Il grattacielo comunale, anticipa l’assessore all’Urbanistica Gianni Verga «avrà tra i 35 e 45 piani». L’assessore sottolinea che «Ciampi ha detto che bisogna reagire, e dimostriamo di aver raccolto subito il messaggio».
Per la progettazione degli edifici privati, Hines indirà gare a invito tra architetti italiani e stranieri, che dovranno garantire l’assunzione nel team di un giovane italiano. «Garibaldi Repubblica - afferma l’ad di Hines Italia, Manfredi Catella - è un esempio di collaborazione fattiva tra pubblico e privato coinvolti in un progetto che oggi diventa realtà». Gli interventi pubblici ammontano a 85 milioni di euro. Il Comune incasserà circa 153 milioni dalla vendita dei diritti edificatori: dalla Regione (78 milioni) e dai privati (75 milioni). «La Provincia - commenta Dapei, capogruppo di Fi a Palazzo Isimbardi - ha perso una grande occasione, a causa dell’immobilismo di chi la governa e alla sua incapacità di costruire proficue collaborazioni istituzionali, e si conferma l’ente Cenerentola della realtà locale».