Garimberti su Minzolini"Faceva un brutto TgGiusto rimuoverlo"

Il presidente Rai commenta la rimozione del direttore del Tg1, difende la scelta del cda e motiva la decisione: "Il problema erano gli ascolti"

All'indomani della decisione del cda di rimuovere Augusto Minzolini dalla direzione del Tg di Rai1, dopo il rinvio a giudizio per peculato, relativamente alle spese da lui sostenute con la carta di credito aziendale, arriva il commento del presidente Rai Paolo Garimberti, che non lesina le critiche nei confronti del giornalista.

"Minzolini faceva un brutto tg e andava sostituito per questo", sostiene Garimberti, rimarcando di averlo "detto in mille occasioni, anche davanti alla commissione di Vigilanza", senza nascondersi, anche perché ha "un background per giudicarlo". Nessun dubbio quindi sulla necessità della sostituzione, anche per la validità di chi ha dato un parere sulla vicenda. "I pareri di cui eravamo in possesso sono tecnicamente ineccepibili", sottolinea, commentando l'annuncio dello stesso Minzolini di voler fare ricorso contro la decisione della rete.

E se i numeri relativi alla valutazione del cda, quattro favorevoli (più quello del presidente) e quattro contrari alla rimozione di Minzolini, sono bastati a prendere una decisione, per la nomina del prossimo direttore del Tg1 non si potrà scegliere - sostiene Garimberti - "se non condivisione", e aggiunge: "spero che entro fine gennaio troveremo un minimo di compattezza, altrimenti andiamocene a casa". 

Intanto i legali di Minzolini, gli avvocati Franco Coppi e Carlo Pandiscia, fanno sapere che la rimozione del loro assistito non sarebbe stata possibile a norma di legge. Minzolini, scrive l'Espresso, sarebbe infatti stato assunto non come direttore ma con un contratto da "caporedattore con funzioni di direttore". Questa qualifica non permetterebbe alla Rai di licenziarlo se non per giusta causa, come prevista dal contratto dei giornalisti.

Nel caso invece Minzolini fosse stato assunto direttamente come direttore per rimuoverlo dal suo incarico sarebbero bastati il venir meno del rapporto di fiducia tra direttore ed editore e il pagamento di una penale pari a un certo numero di mensilità. Se confermato quando detto dai legali del giornalista, Minzolini non può e non potrà essere cacciato e continuerà a percepire il suo stipendio.