Garlasco, Alberto indagato anche per pedopornografia

Il giovane ieri sentito in procura per il nuovo capo d'imputazione: diffusione su internet di filmini porno di minori. Stasi davanti al pm si è avvalso della facoltà di non rispondere. La difesa di Alberto: "La perizia sul pc è nulla"

Garlasco - Ancora nei guai Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi, la 26enne massacrata nella sua villa a Garlasco il 13 agosto scorso. La nuova accusa però non si riferisce all’omicidio della giovane. Da pochi giorni lo studente risulta indagato per i reati di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Il nuovo capo d’imputazione a carico di Stasi, 24 anni, unico indagato per la morte di Chiara, è stato contestato ieri dalla pm di Vigevano Rosa Muscio che ha convocato lo studente in procura per ascoltarlo in presenza dei suoi legali, il professore Angelo Giarda, e l’avvocato Giuseppe Colli.

Filmini online Secondo l’accusa Alberto Stasi avrebbe divulgato su internet alcuni filmati che ritraevano minorenni nudi o in atti sessuali; l’altro reato invece si riferisce alla esclusiva detenzione di immagini e filmati pedopornografici sul suo pc. Il giovane è rimasto in procura ieri pomeriggio per circa un’ora, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. La nuova inchiesta non sembra portare nuovi elementi nelle indagini per l’omicidio di Chiara, ma arriva comunque dopo alcune settimane di apparente immobilità.

Sopralluogo Intanto ieri mattina i carabinieri sono tornati nella villetta di via Pascoli, dove Chiara venne massacrata, per nuovi sopralluoghi. Un’attività investigativa che doveva svolgersi nel più assoluto segreto. Gli inquirenti però sono stati traditi dall’antifurto che ha messo in allarme i vicini. Si è scoperto così che erano entrati per effettuare alcuni rilievi di carattere generale su richiesta del pm. Probabilmente il magistrato vuole incrociare o verificare alcuni dati emersi nelle relazioni consegnate una dai Ris e una dal loro comandante Luciano Garofano.

Gli avvocati di Stasi: "La perizia sul pc è nulla" La difesa di Stasi contesta la modalità investigativa con la quale è stata ricavata la nuova accusa di pedopornografia: "Quanto alla modalità d’indagine - spiega Fabio Giarda, che, col padre Angelo, è uno degli avvocati di Stasi - è il solito discorso: la perizia dell’accusa sul pc è stata effettuata non rispettando il diritto della difesa e, poiché si tratta di un accertamento irripetibile, è nulla". Quanto al contenuto, nella nuova contestazione si fa riferimento a filmati e foto di minori di 18 anni, ma di più non sappiamo: per esempio, non è indicato se si tratta di bambini o, per esempio, di minori 17enni. Attendiamo di saperne di più prima di impostare la nostra difesa".