Garlasco, Alberto licenzia i suoi due avvocati

Dopo un mese da sospettato la svolta. I difensori silurati: "Un fulmine a ciel sereno". I nuovi legali: "Non sappiamo nulla del caso

Garlasco (Pavia) - Proprio come il caso Cogne: dopo un indagato per esclusione (il famoso «non può essere che lui») eccoci anche alla giostra della revoca degli avvocati. Da ieri infatti Giovanni ed Eleonora Lucido, padre e figlia, non sono più i difensori di Alberto Stasi. A loro subentrano il professor Angelo Giarda, docente alla Cattolica di Milano, e i fratelli Giuseppe e Giulio Colli, di Vigevano. E sempre per rimanere in tema «avvocati», ieri Gianluigi Tizzoni, legale dei Poggi, ha depositato formale istanza per far entrare i genitori di Chiara nella villetta da un mese sotto sequestro. Sia per prendere effetti personali, sia per verificare se l’assassino abbia usato qualche oggetto per uccidere la ragazza per poi portarselo via.

Ma ieri è stata anche la giornata della pietà. Una messa in suffragio di Chiara Poggi, 26 anni, uccisa con dieci colpi alla testa il 13 agosto, è stata celebrata alle 21 presso il santuario Madonna della Bottola alle 21. Mentre nel pomeriggio alle 17 la ragazza è stata ricordata nella funzione delle 17. Una cerimonia a cui hanno preso parte i genitori Giuseppe e Rita Poggi e Marco, il fratello di Chiara. Assente invece Alberto Stasi. Il ventiquattrenne è ormai da oltre 20 giorni indagato per l’omicidio, anche se contro di lui le prove, o i semplici indizi, invece che irrobustirsi sembrano indebolirsi. È finito infatti nelmirino degli investigatori perché ha scoperto il cadavere, attraversando la scena del delitto senza sporcarsi le scarpe. Ma dopo essere stato rivoltato come un calzino niente altro si aggiunto contro. Anzi. Gli unici due punti fermi finora riscontrati sono che non c’è il suo Dna sul corpo della vittima. E le auto di famiglia non presentano tracce di sangue.

Nonostante questo però la famiglia Stasi non si è mostrata molto contenta della linea difensiva di Giovanni ed Eleonora Lucido e li ha licenziati. «Un fulmine a ciel sereno, ma non ho nulla da aggiungere riguardo una legittima scelta della famiglia », ha commentato il legale. «Sono stato appena nominato e non so nulla del caso. Devo ancora leggere le carte, solo dopo mi sarò fatto un’idea e quindi potrò magari esprimere qualche valutazione ». Si è limitato a dire il professor Giarda. Chi invece ha qualcosa da dire, anzi da scrivere è invece Gianluigi Tizzoni che da tempo premeva informalmente per far rientrare i Poggi nella loro abitazione.

Per prendere alcuni effetti personali, la villetta è sotto sequestro dal 13 agosto,ma anche per fare, insieme a un ufficiale di polizia giudiziaria, un sopralluogo e stabilire se manchi qualcosa. Una verifica fatta finora solo attraverso le foto scattate dai carabinieri. Il pm Chiara Muscio, non essendo stato trovato nessun oggetto compatibile con le ferite della giovane, è arrivata alla deduzione che l’assassino sia arrivato già armato. Facendo poi spallucce alle richieste di un sopralluogo mirato.

Ma rimane il dubbio che il killer invece abbia afferrato qualcosa trovato in casa e, dopo la mattanza, se la sia poi portata con se. Una questione non da poco: nel caso l’assassino sia arrivato con l’arma in mano sapeva che la vittima era in casa, era sola e gli avrebbe aperto. Dunque un amico. Altrimenti potrebbe essere stato un semplice conoscente intrufolatosi fortuitamente in casa e che ha colpito in un raptus. Come si vede una differenza sostanziale, che cambierebbe la direzione delle indagini. Ma che il magistrato non ha ancora ritenuto utile chiarire.