Garlasco, Alberto scarcerato "Sono uscito da un incubo"

I risultati degli esami dei Ris sono "provvisori e non univoci" e il gip non convalida il fermo: "Indizi insufficienti". La madre di Chiara: "Trovate il colpevole". La procura valuta se fare ricorso. Alberto: "Temo nuovi sospetti"

Vigevano - I risultati degli esami compiuti dai Ris sulle tracce biologiche trovate sui pedali della bicicletta sequestrata ad Alberto Stasi sono provvisori e non univoci. Per questo motivo il gip Giulia Pravon ha deciso di non convalidare la richiesta di fermo formulata dal pm Rosa Muscio. Gli indizi per trattenere Alberto in carcere non sono sufficienti, scrive il giudice. E non è ritenuto fondato neanche il pericolo di fuga, argomento del pm per veder accolta la propria richiesta. Così questa mattina, il 24enne di Garlasco ha lasciato il carcere, dove stava dal lunedì pomeriggio, e ha fatto ritorno a casa insieme ai suoi genitori, Nicola ed Elisabetta Ligabò. Resta comunque l'unico indagato per l'omicidio della sua fidanzata, Chiara Poggi, uccisa da alcuni colpi alla testa il 13 agosto scorso nella sua villetta in provincia di Pavia.

Felice, ma timoroso dei sospetti "Sono felice anche se ho paura che continuino a sospettarmi". Alberto torna in libertà. Ma non c'è sollievo nel 24enne. Dopo quattro notti trascorse da solo in una cella del carcere Piccolini di Vigevano, Alberto è tornato a casa perché a suo carico, stando a quanto scritto dal gip Pravon, non ci sarebbero "gravi indizi di colpevolezza".

I risultati dei Ris non univoci e provvisori Una differente interpretazione sugli esiti delle analisi effettuate dai Ris era già emersa durante l’udienza di convalida di ieri. Secondo l’accusa, le tracce biologiche trovate sui pedali sono macchie di sangue di Chiara Poggi, mentre per la difesa si tratterebbe di tracce biologiche (forse saliva o sudore) e non di sangue. Quindi, il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto di non avvalorare nè la tesi dell’accusa, nè quella della difesa, essendo entrambe delle parti, e di non considerare un grave indizio a carico di Stasi quelle tracce. Alla non univocità si aggiunge anche la provvisorietà dei risultati delle analisi dei Ris, che, come ha sottolineato il gip, quindi non possono essere prese come base per una decisione su un provvedimento restrittivo della libertà personale.

Difesa: "Felici, ma vediamo le carte" "Siamo ovviamente soddisfatti anche se prima di fare qualunque commento vogliamo leggere bene le carte": lo ha detto uno dei legali che si occupa della difesa di Alberto Stasi, uscendo dalla Procura della Repubblica di Vigevano. "Ora vado a prendere il ragazzo - ha aggiunto sorridente il legale - la famiglia è stata avvisata subito e ovviamente sono felicissimi".

La Procura: "Valutiamo il ricorso" "No comment", ha detto il procuratore Capo della Repubblica di Vigevano Alfonso Lauro, "Non rilascio valutazioni o dichiarazioni su nulla". Ma non si escludono ricorsi. "Stiamo valutando. Studieremo il provvedimento e poi vedremo cosa fare", ha dichiarato il procuratore capo Lauro. Dopo oltre un mese di indagini, il magistrato aveva stabilito di aver raccolto indizi di colpevolezza nei confronti dello studente bocconiano. Soprattutto sulla base dei rilevamenti e delle analisi di laboratorio dei Ris. In particolare gli investigatori avrebbero trovato tracce di sangue della vittima sui pedali della bicicletta che, secondo l’accusa, Alberto avrebbe usato la mattina del 13 agosto per andare ad uccidere la fidanzata. Indizi, che non sono stati ritenuti sufficienti dal gip.

Il ritorno a casa Alberto Stasi ha lasciato il carcere su un'auto guidata dall'avvocato Giuseppe Colli. Il giovane era seduto sul sedile posteriore accanto alla madre e ad un assistente dello studio legale. Accanto all’avvocato c'era il padre di Alberto. La vettura, una Golf blu, è uscita dal cancello del carcere della frazione Piccolini di Vigevano senza fermarsi nonostante l’assalto di fotografi, cameramen e giornalisti. Alberto, pullover e camicia bianca, è apparso frastornato.

I Poggi: "Trovate il colpevole" "Per i Poggi non è importante trovare un colpevole, ma il colpevole". È questa la prima reazione, riferita dall’avvocato di famiglia, Gian Luigi Tizzoni, di Rita Preda, la madre di Chiara, dopo aver appreso della scarcerazione di Alberto Stasi. "Non volevo e non voglio che stia in carcere un innocente - ha aggiunto la donna al telefono col suo avvocato - voglio che sia fatta giustizia. La nostra famiglia non è né contro né con Stasi - ha poi precisato - abbiamo fiducia nell’operato della magistratura". Tizzoni non ha voluto sbilanciarsi nel commentare la decisione del gip Giulia Pravon che ha rimesso in libertà Stasi: "È stata una decisione studiata - ha detto il legale - di cui il gip si assume la responsabilità. L’indagine continuerà con la nostra collaborazione".