Garlasco, i Poggi frenano: "In corso la perizia sul pc"

Battaglia tra accusa e difesa sulla super perizia sul computer di Stasi. I legali del giovane: ha lavorato fino alle 12,20. Ma gli avvocati dei genitori di Chiara frenano: "Analisi non concluse e da incrociare con le altre"

Garlasco - Braccio di ferro. L'accusa che "soffia" all'orecchio del Corriere i risultati della nuova super perizia sul pc di Stasi: ovviamente favorevole all'alibi dell'ex fidanzato di Chiara Poggi e unico indagato per l'omicidio della giovane. La difesa che frena: le analisi dei tecnici non sono concluse e, in ogni caso, sono da incrociare con le altre. Insomma la battaglia legale sull'omicidio dell'agosto 2007 è appena cominciata.

La famiglia Poggi "La perizia informatica non è ancora conclusa né quindi depositata e a disposizione delle parti. Mi risulta che i dati raccolti dagli otto esperti sono ancora in fase di elaborazione e, dunque, non si può di già trarre un risultato definitivo, che in ogni caso andrà incrociato con i risultati delle altre perizie in corso". Lo ha detto l’avvocato Gianluigi Tizzoni, il legale dei genitori di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco il 13 agosto del 2007, commentando le indiscrezioni sull’alibi di Stasi pubblicate oggi dal Corriere della Sera.

Le indiscrezioni Secondo quanto è filtrato, i periti dell’accusa, della difesa, della parte civile e del giudice, sarebbero giunti a una prima ricostruzione che stabilisce che la mattina dell’omicidio Alberto, indagato per il delitto, avrebbe acceso il suo pc alle 9.36 per guardare filmini e immagini pornografiche e poi tra le 10.20 e le 12.20 avrebbe salvato più volte il file di Word e quindi si presume pagine della sua tesi di laurea. Se così fosse, ciò confermerebbe quanto da sempre sostiene il giovane. Questi dati però non sarebbero definitivi secondo quanto sostiene il legale dei Poggi.

Altri accertamenti Infatti sarebbero in corso altri accertamenti per stabilire ad esempio se il file di Word più volte salvato quella mattina non fosse in realtà una operazione di "autosalvataggio" e poi se non sia stata spostata l’ora segnalata dal pc. Inoltre i dati della perizia informatica devono essere incrociati con i dati della perizia sulla morte di Chiara, disposta dal gup di Vigevano Stefano Vitelli insieme a quella relativa alla cosiddetta camminata di Alberto (necessaria per stabilire se si sia o meno sporcato le scarpe di sangue quando ha ritrovato il cadavere della fidanzata) quella sull’idrorepellenza delle suole delle scarpe che indossava il giorno dell’omicidio, quella sulle tracce rinvenute sulla bici e l’ora della morte.