Garlasco, mamma Poggi: Chiara? Solo con Alberto

Oggi via al processo per Stasi a Vigevano. Rita Poggi: "Mia figlia era pulita,
non nascondeva segreti. Quando lui era a Londra lei passava le giornate
tappata in casa. Non è mai uscita con un altro"

Milano - Questa mattina, a Vigevano, ci sarà anche lei. Rita Poggi, la mamma di Chiara, parteciperà all’udienza preliminare in cui si vaglierà la posizione di Alberto Stasi, il presunto assassino di Chiara: l’unico imputato nel giallo di Garlasco. «Ho un debito verso Chiara - afferma risoluta la signora - Chiara era mia figlia, io ho il dovere di andare avanti fino alla verità».

Con ogni probabilità nell’aula magna del Palazzo di giustizia ci sarà anche il fidanzato di Chiara, Alberto. Non sarà un incontro facile per lei.
«Io e mio marito Giuseppe siamo pronti a tutto, anche a questo. Abbiamo superato tutte le difficoltà, portiamo dentro di noi il dolore per quel che è accaduto, siamo disposti ad affrontare quel che sarà. Voglio aggiungere un episodio: tre, quattro mesi dopo il delitto, qualcuno mi diceva: ma come fai a stare così tranquilla fuori di casa? Non hai più neanche la casa, sotto sequestro dell’autorità giudiziaria».

E lei?
«Io rispondevo sempre allo stesso modo: se sono ancora lontana da casa, è perché la casa serve agli investigatori. Poi, al momento opportuno sono rientrata con la mia famiglia».

Che cosa si aspetta dall’udienza preliminare?
«Un passo verso la verità».

Il rinvio a giudizio di Alberto?
«No comment».

Mettiamola così: i giornali, almeno le prime settimane dopo il delitto, hanno ipotizzato la presenza di un fidanzato segreto, di un amante, di un amico, di un qualcuno che potesse giustificare una pista alternativa a Stasi.
«Ma no, non c’era nessuno».

Nessuno, a parte Alberto?
«Chiara era una ragazza pulita, semplice, tranquilla. Non aveva doppifondi, non coltivava retropensieri, non nascondeva segreti».

Non c’era un altro?
«Senta: a luglio 2007 Alberto era andato a Londra e Chiara era qui a Garlasco. Bene, ci fosse stato un altro, la storia sarebbe venuta fuori, io me ne sarei accorta. Chiara sarebbe uscita con questo amico per mangiare insieme una pizza. Invece lei passava le giornate tappata in casa. Voi giornalisti avete ricamato molto sulle fantomatiche amicizie o amori di Chiara. E questo mi ha fatto male».

Ma allora, lei si è convinta della colpevolezza di Alberto?
«Di Alberto non parlo». Non esplicitamente, perché si capisce lontano un chilometro che Rita Poggi è sempre più convinta della colpevolezza del ragazzo.

Nel computer di Alberto sono state trovate oltre 7mila foto porno.
«Posso ribadirle che Chiara era una ragazza pulita: non avrebbe sopportato quelle immagini in casa sua».

È quello, secondo lei, il movente del delitto? Chiara aveva scoperto quell’archivio impressionante?
«Non parlo di questo dato. Ma ripeto: Chiara non le avrebbe accettate. Chiara era una ragazza dolce, ma sapeva il fatto suo. Si sarebbe arrabbiata».

Dopo un anno e mezzo la famiglia Poggi è ancora nella villetta di Garlasco.
«Ho letto sui giornali che l’avrei messa in vendita. Si vede che ne sapete più di me. La vita va avanti: io, mio marito, mio figlio, ma è dura».

Rimarrete a Garlasco?
«E perché dovremmo andarcene? Anche se tutto è cambiato il 13 agosto 2007. Solo la camera di Chiara è rimasta com’era, con le sue cose in perfetto ordine».

Sogna mai Chiara?
«Sì, certo, la sogno spesso: Chiara sta bene e mi trasmette pace. Serenità. Mi dà la forza per andare avanti: non è facile, ma io, mio marito e mio figlio abbiamo il diritto di sapere chi ci ha portato via Chiara».

Tornerà in aula anche per le prossime udienze?
«Certo. Mi consulterò giorno per giorno con il mio avvocato, Gian Luigi Tizzoni, e farò tutto quello che mi dirà per arrivare alla verità».