Garlasco, niente impronte di Alberto sul muretto della villa

L'elemento che emerge nei rilievi eseguiti dalla
Scientifica potrebbero presentare un nuovo
indizio nell'inchiesta per l'omicidio.
Alberto Stasi, 24 anni, unico
indagato per il delitto, ha raccontato di aver scavalcato la
recinzione dell'abitazione intorno alle 13 e 40 del 13 agosto,
dopo aver cercato invano di mettersi in contatto con Chiara

Garlasco (Pavia) - Sul muretto di cinta della villa di via Pascoli a Garlasco, dove il 13 agosto scorso é stata uccisa la ventiseienne Chiara Poggi, gli inquirenti non avrebbero trovato alcuna impronta o altre tracce riconducibili a una persona. E' l'elemento che emerge nei rilievi eseguiti dalla Scientifica nella villetta e che potrebbero presentare un nuovo indizio nell'inchiesta per l'omicidio. Alberto Stasi, 24 anni, fidanzato della vittima e unico indagato per il delitto, ha raccontato di aver scavalcato la recinzione dell'abitazione intorno alle 13:40 di quel 13 agosto, dopo aver cercato invano di mettersi in contatto con Chiara.

Gli investigatori hanno compiuto una serie di controlli che si sono concentrai sul muretto, proprio nel punto in cui il giovane ha detto di essersi arrampicato, per cercare tutte le eventuali tracce utili al riscontro, ma i risultati sono stati negativi. Gli inquirenti hanno trovato in corrispondenza della copertura della recinzione una scheggiatura. Intanto i risultati sulle altre tracce organiche e biologiche (in tutto una quarantina) repertate dal Ris di Parma sulla scena del delitto dovrebbero iniziare ad arrivare già lunedì. Solo allora si potrà sapere se l'assassino di Chiara ha lasciato una firma biologica all'interno dell'abitazione e se le verità scientifiche consentiranno ad un mese e mezzo dal delitto di avere qualcosa più di un indizio. Finalmente la prova che potrebbe aggravare o indebolire l'ipotesi di colpevolezza mossa dalla Procura di Vigevano a carico di Alberto Stasi.