Garlenda si mobilita contro il terrore in villa

da Garlenda

Garlenda e l'entroterra albenganese hanno paura: troppi e in poco tempo gli episodi in sequenza di assalti e furti alle ville e al golf club. Poi la drammatica rapina subita da Giulio Diomedi, 70 anni, presidente regionale della Faita Campeggi di Garlenda. Siamo al 14 gennaio ed erano da poco passate le 20 di una tranquilla domenica, quando tre malviventi coperti da passamontagna sono entrati nell’abitazione della famiglia Diomesi, in borgata Chiappa. I malviventi hanno bloccato lui e la moglie, preso 11 mila euro tra denaro contante e gioielli e si sono dileguati facendo perdere le loro tracce.
C'era anche lui, Giulio Diomedi, l'altra sera, nel ruolo di testimone e portavoce simbolico dell'incontro organizzato dal sindaco di Garlenda, Giuliano Miele, al Palazzetto dello Sport sull'emergenza sicurezza: «Un dovere esserci…» ha detto il primo cittadino parlando davanti ai molti occhi atterriti dei suoi concittadini e degli abitanti dei comuni delle vallate Arroscia e Lerrone, dove l'allarme criminalità è ormai palpabile negli sguardi di gente abituata alla tranquillità e al lavoro.
All'incontro, aperto al pubblico, sono intervenute le stesse forze dell'ordine: il comandante della compagnia dei carabinieri di Alassio, tenente Geremia Lugibello, il maresciallo Ruffini dei carabinieri di Villanova d'Albenga e rappresentati dei comuni ingauni. Tra questi il vice sindaco di Villanova e presidente dell'Aeroporto «C. Panero», Pietro Balestra; il sindaco di Casanova Lerrone Sabrina Merlo: tutti, istituzioni locali, forze dell'ordine e cittadini riuniti sul problema sicurezza e iniziare assieme un'azione comune per difendersi e contrastare una escalation di episodi criminosi senza precedenti. «I furti alle ville, al golf club, sarebbero opera di un gruppo di rapinatori dell'est europeo specializzato in questo genere di colpi e che agisce con lo stesso modus operandi. Disarticolando questa organizzazione, finiranno non solo gli assalti alle ville a Garlenda, ma anche in tutto il ponente savonese…», né è convinto il comandante Lugibello, che indaga a ritmo serrato per risalire ai vertici di questa banda dell'est. Lugibello rivolge uno speciale invito alla cittadinanza: fornire ogni minima informazione ai carabinieri e alle forze dell'ordine, talvolta determinate per bloccare malviventi in fuga o indicare movimenti e mezzi sospetti in certe zone.
«Sensibilizzare la popolazione, anche per adottare misure di sicurezza passiva, è uno degli obiettivi di questo incontro», ha sottolineato il sindaco Giuliano Miele, che il giorno dopo l'assalto alla villa Diomedi ha preso carta e penna e scritto alla Prefettura di Savona sul problema sicurezza e sollecitare una maggiore presenza di polizia e carabinieri. Intanto, l'amministrazione comunale metterà a bilancio 120.000 euro in interventi sul territorio: illuminazione a tappeto di tutte le strade e un sistema di video sorveglianza con l'installazione di telecamere nelle zone più sensibili.