Garrone domani sotto torchio da Borrelli

Federico Casabella

Da una penalizzazione, mantenendo la massima categoria, fino alla retrocessione in serie B. Una pena in base alla valutazione della colpevolezza e al grado di partecipazione alla «cupola» del calcio che verrà fatta dall'Ufficio indagini della Figc. È questo quello che la Sampdoria rischia se la giustizia sportiva dovesse riconoscere l'accusa per la quale i pm di Napoli Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci hanno coinvolto nell'inchiesta di «calciopoli», con l'accusa di frode sportiva ed alterazione del sorteggio arbitrale, il presidente della Samp, Riccardo Garrone.
Il gruppo di Borrelli sta studiando le carte avute dalla procura partenopea e, nei prossimi giorni, lavorerà per stabilire un nuovo giro di audizioni necessario sia per cercare di rompere quel muro di omertà che sembra essersi creato intorno alla vicenda delle intercettazioni telefoniche, che per ascoltare nuove testimonianze che ancora mancano all'appello. In primis, quella del presidente della Sampdoria che verrà ascoltato a Roma domani dall'ex magistrato di Mani Pulite.
Garrone, già martedì, aveva chiesto di essere ascoltato dai giudici per chiarire la sua posizione. La sua audizione dovrebbe essere fissata nella Capitale. Sul fronte delle penalità da infliggere alle società sotto inchiesta, (oltre alla Sampdoria e alla Juventus anche Lazio, Fiorentina, Reggina e Messina), secondo quello che trapela, l'Ufficio indagini dovrebbe procedere ad una scala di valutazioni rispetto alle responsabilità ed agli atti per colpire le squadre facenti parte di questa associazione che avrebbe avuto al suo vertice Luciano Moggi. Si parla di una responsabilità a scalare. In base a quella che potrà essere la richiesta di pena per la Juventus, infatti, saranno poi stabiliti i gradi di colpevolezza per le altre società coinvolte.
La Sampdoria continua ad ostentare sicurezza. Nessun comunicato ufficiale sulla vicenda è arrivato da Corte Lambruschini ma sia il presidente che i suoi avvocati aspettano l'audizione di domani per capire perchè il presidente sia stato coinvolto in questa inchiesta e quale linea di difesa intraprendere. La società continua a lavorare sul fronte del calcio mercato, così come per l'apertura dei festeggiamenti per il 60esimo anniversario della sua fondazione che si apriranno proprio stasera con la mostra sulla storia della squadra che sarà visitabile da domani mattina. Così come la campagna abbonamenti che partirà regolarmente questa mattina alle 10 per gli abbonati della Gradinata Sud, tranquillizzati dal direttore generale della Sampdoria: «I tifosi devono stare tranquilli, non c'è dubbio sul campionato che andremo a disputare il prossimo anno», aveva detto Marotta subito dopo la notizia dell'iscrizione del presidente nel registro degli indagati.
Intanto, ieri, Walter Novellino, ha voluto esprimere la sua piena solidarietà a Riccardo Garrone. All'agenzia di stampa Dire, il tecnico, dopo aver ribadito la sua permanenza sulla panchina doriana, ha commentato: «Secondo me è una cosa assurda. È pazzesco tirare in ballo il nostro presidente in una storia così. Chi lo consoce sa benissimo la serietà con cui opera». Il tecnico è anche tornato su Sampdoria-Fiorentina del 5 febbraio 2005: «Cosa ricordo di quella gara? Che abbiamo vinto 3-0 giocando una grandissima partita. Ci hanno tolto la Champions, siamo noi che ci dovremmo lamentare. Quello che ho sentito ha dell'assurdo». Ma il tecnico si dice fiducioso sull'esito delle indagini: «Per fortuna a guidare l'inchiesta c'è Borrelli, che è un magistrato, e con lui verrà fuori la verità». Novellino si dice contrario all'amnistia su calciopoli («chi ha sbagliato è giusto che paghi») e pensa solo alla prossima stagione della sua Samp: «Stiamo lavorando per un grande campionato. Devo riscattare gli ultimi tre mesi di quest'anno che non sono stati davvero belli».