Garrone e il fantasma Cassano: «Palombo doveva stare zitto»

Dopo il caso Cassano, l'avvertimento ai tifosi sulla possibilità di cedere la società per 100 milioni di euro («Ma anche meno»), ieri è stata la volta di Angelo Palombo, che da capitano, dopo l'eliminazione dall'Europa League, aveva ipotizzato un ritorno sul mercato visto che «Numericamente manca un giocatore». Così ieri, a margine della presentazione del progetto «Samp Camp», il presidente Riccardo Garrone ha bacchettato il numero 17: «La costituzione permette di esprimere opinioni liberamente, però Palombo poteva anche starsene zitto. Lo fa col cuore, ma quando si parla col cuore la ragionevolezza viene messa da parte. Non stava a lui dire queste cose». Difficile negare però che Cassano alla squadra, dal punto di vista tecnico, manca e che la Sampdoria ha fallito, fino a questo momento, tutti i suoi obiettivi: prima l'uscita dalla Champions, poi l'eliminazione dall'Europa League. Anche se Garrone torna a parlare soprattutto di Champions: «Nel calcio accadono cose strane e il gol nel finale contro il Werder brucia ancora». Acqua passata, visto che ora c'è da risolvere la questione Cassano: «Il rinvio dell'arbitrato? Non mi preoccupa, sono abituato ai tempi della giustizia italiana. Non mi preoccupa sapere in quale squadra giocherà Cassano, mi limito ad augurargli di trovare un buon club, anche se mi risulta difficile, dato che in questo momento non c'è la fila per lui. Consigliarlo a Moratti? Non voglio rispondere per rispetto all'Inter e al suo presidente». Chi si lecca le ferite senza lamentarsi troppo è il tecnico Mimmo Di Carlo, che per il match di domani con il Bari spera di recuperare Lucchini e Pozzi: «L'eliminazione dall'Europa League brucia e tanto, dobbiamo essere bravi a convertire la rabbia in determinazione». Sul nuovo caso Palombo il tecnico glissa: «Le parole di Angelo sono quelle di un ragazzo che tiene molto alla Samp. E' vero che senza Cassano perdiamo qualcosa sotto il punto di vista tecnico ma abbiamo altri bravi attaccanti a disposizione, come Pozzi, Marilungo e Fornaroli».