Garrone entra a gamba tesa e sgambetta la Vincenzi

La sfida: «Zara sindaco». Sinistra in tilt I silenzi imbarazzati dell’ex candidata unica, di Burlando e di Pericu

(...) E allora la chiave di lettura è presto individuata: trattasi di operazione anti Marta Vincenzi, la candidata che l’Ulivo ha preferito a Mario Margini per la corsa alla poltrona di sindaco e che però evidentemente non piace ai cosidetti «salotti buoni» dell’imprenditoria genovese.
Ieri Garrone ha confermato così la notizia anticipata da un quotidiano locale: «Insieme con me autorevoli esponenti della società civile genovese sosterranno un comitato o una lista civica in appoggio a Zara. Di questo progetto ho parlato più volte con autorevoli esponenti diessini e della Margherita. Ora Zara è in vacanza nella bellissima Creta, ma l’ho invitato a meditare e a fare una scelta». Da Creta Zara ha declinato l’invito: «Non mi stupisce che Garrone voglia presentare una lista, è solo uno dei sintomi di un malessere generale. Io ho ricevuto centinaia di proposte per presentarmi con liste civiche, ma partecipare ad una lista civica non sarebbe coerente con le mie scelte politiche di ulivista convinto». Epperò l’ex deputato non ha lesinato critiche ai suoi per la gestione non solo della sua ipotetica candidatura, «ho sempre detto di non voler fare il sindaco, ma certo non ho dovuto faticare molto per non farlo», ma anche della partita sulla scelta dei candidati, «improntata a una bassa spartizione del potere, ai Ds il Comune alla Margherita la Provincia, ma allora le primarie cosa le facciamo a fare?». Critiche che ieri hanno fatto ben sperare Garrone, che resta convinto che il proprio autorevole pressing convincerà Zara. Dal canto suo, il petroliere esclude «nel modo più assoluto» la propria candidatura e quella di membri della sua famiglia, del resto anche qui mai dire mai, chi non ricorda l’annuncio tipo «le ultime parole famose»: «Mio padre mi disse di non investire mai una lira nel calcio e io mi atterrò al suo insegnamento»?
La difficoltà in cui si trova ora il centrosinistra, ieri sono state subito chiare dalle reazioni a caldo. Se il sindaco Giuseppe Pericu, l’europarlamentare Marta Vincenzi e il presidente della Regione Claudio Burlando si sono trincerati dietro a un imbarazzato «no comment», non hanno potuto esimersi dal commentare due protagonisti della partita come Mario Margini e Massimiliano Costa il vicepresidente della Regione. La notizia infatti li ha raggiunti mentre, ospiti della trsmissione «Destra sinistra» andata in onda ieri sera su Primocanale, si affannavano a smentire all’anchorman Davide Lentini l’ipotesi della lista Garrone. Accertata la scomoda verità, Costa s’è infervorato: «È perché la Vincenzi rompe finalmente con i poteri forti, ma tanto vincerà lo stesso al primo turno. Zara comunque non dovrebbe accettare, sarebbe la sconfessione del suo percorso». Margini invece ha scelto la prudenza: «Sarebbe una sciocchezza dire che non mi preoccupa questa lista, ma penso che potremo vincere lo stesso». Gongolante il centrodestra, con un Alfredo Biondi il presidente del consiglio nazionale di Forza Italia a sottolineare come «ogni elemento che spacca il fronte degli avversari aiuterà noi», a valutare «positivamente» la comparsa di un terzo polo di attrattiva, una novità importante per tutti» e a spingersi persino oltre, con un: «Sulla variabile Garrone, un imprenditore di successo, se la sua lista non fosse politicamente contrassegnata dovremmo riflettere anche noi».
Così, potrebbe anche verificarsi l’ipotesi che sulla nuova lista si concentrino voti trasversali. Di certo, la politica è una cosa sporca, si sa, sulla via indicata da Garrone potrebbero spostare i propri voti proprio quei dirigenti dell’Ulivo delusi dalla scelta di SuperMarta, dicono per esempio i bene informati che lo stesso Burlando preferisse proprio Zara a Vincenzi. Di fatto, dopo la fuga in avanti della sinistra radicale, che alle primarie correrà con il poeta Edoardo Sanguineti, ci mancava solo questa.