Garrone: «Il nuovo stadio dove lo aveva messo Piano»

da Tripoli

«Lo stadio nascerà lì, proprio dove Renzo Piano lo aveva messo disegnando il suo affresco per Genova». Così Riccardo Garrone nell’assolata giornata che Tripoli ha riservato alla delegazione blucerchiata in Libia, scioglie ogni riserva sulla collocazione della nuova struttura che ospiterà in futuro le partite casalinghe della Sampdoria. «Sorgerà nella zona dell’aeroporto - spiega -, proprio dietro l’Hotel Sheraton, così come è da progetto nel piano di sviluppo futuro della nostra città. Si è trattato di una coincidenza, quando abbiamo deciso di individuare quella come sede, c’è stato detto che in quell’area era già stato pensato e disegnato uno stadio e questo ci faciliterà l’operazione». Un intervento di grande impatto non solo strutturale ma anche emotivo per la Genova calcistica, divisa tra i nostalgici del Ferraris e chi invece guarda oltre. Ma il presidente della Sampdoria non cita neanche più il Genoa nel coinvolgimento di questo progetto e si pone l’obiettivo di portare Genova agli Europei del 2012: «Ad aprile sapremo dove andranno questi campionati: se l’Italia fosse il paese ospitante avremo elementi in più per comprendere come Genova possa rientrare in gioco - continua -. Sappiamo che la Uefa sta ragionando ad un allargamento del torneo da 16 a 24 squadre: se così fosse ci saremmo comunque. Se invece la competizione rimanesse com’è, la nostra città è tra le riserve ma le valenze di un impianto a norma con crismi particolari potrebbe permetterci, grazie all’appeal del nuovo impianto, di subentrare al peggiore degli otto scelti».
Lo studio di fattibilità è completato e adesso il passaggio successivo, sarà individuare i finanziatori e la fase progettuale per la realizzazione dell’opera: «La prossima settimana - prosegue il presidente della Erg - avvieremo un secondo giro di consultazioni. Ci sono molti fondi internazionali e italiani interessati oltre che investitori, industriali e immobiliari attratti da questa prospettiva». Continuerà anche la consultazione con il Governo, per capire come disporre di eventuali fondi pubblici: «Nessun finanziamento a fondo perduto - precisa -, ma dei contributi di conto interesse che verrebbero applicati a chi riammoderna gli stadi o a chi ne costruisce di nuovi. È chiaro che, in questo momento, anche il Governo ha tutto l’interesse ad agevolare queste operazioni, soprattutto per una questione legata alla sicurezza: in questo periodo ce ne stiamo rendendo conto».
Quella dello stadio non è più una boutade ma una strategia che porterà la Sampdoria ad essere tra le prime in Italia a dotarsi di un impianto proprio: «Questo sarà il futuro per il mondo del calcio e prima o poi anche altri ci verranno dietro - conferma Garrone -. Il modello sul quale ci vogliamo basare, è quello dell’Amsterdam Arena piuttosto che dei tipici stadi all’inglese: una struttura operativa sempre».