Garrone: «Questi non sono veri tifosi»

«Un disegno criminale progettato da menti criminali, elementi di una scheggia impazzita della curva che ora stiamo cercando di identificare»: con queste parole il questore di Genova Salvatore Presenti è tornato sul sequestro avvenuto domenica, di tavole chiodate, aste, tubi, fumogeni, strumenti che dovevano probabilmente servire a presunti ultras della Sampdoria per un agguato nei confronti dei tifosi ascolani. Una partita ritenuta a rischio dopo il ferimento, nei mesi scorsi di una tifosa di Ambretta Piergiovanni, tifosa blucerchiata, ad un occhio. «Un plauso alle forze dell'ordine e dei cittadini, ma anche alla tifoseria sana della Sampdoria», ha detto il questore, spiegando di aver ricevuto una telefonata dell'amministratore delegato della squadra blucerchiata Giuseppe Marotta, che ha assicurato il suo appoggio nell'identificazione degli organizzatori dell'agguato fallito. «A giudicare dal materiale sequestrato - ha detto Presenti - all'imboscata ai danni dei tifosi ascolani avrebbero dovuto partecipare una cinquantina di persone. Comunque siamo in possesso di filmati che ora stiamo analizzando». E in merito alla punizione ai responsabili del «progetto criminale» il questore ha promesso il massimo della severità, tre anni di interdizione dai campi di gioco e l'obbligo di firma. Comunque domenica, dopo la fine della partita, le forze dell'ordine hanno registrato un tentativo di attacco ai tifosi dell'Ascoli da parte di un centinaio di persone in via Canevari, ma sono state sufficienti piccole cariche di alleggerimento per risolvere la situazione.Secondo la ricostruzione di una probabile dinamica dell'agguato, le bande chiodate sarebbero servite per fermare il pullman sull'autostrada, in prossimità del casello di Genova-est. Lungo la stradina Salita S.Antonino che costeggia l'autostrada, luogo di ritrovamento del materiale, infatti è stata trovata anche la rete di cinta tagliata. I lacrimogeni sarebbero stati probabilmente gettati all'interno del mezzo per far scendere i tifosi e subito dopo sarebbero entrati in azione gli ultrà con le aste di legno ed i tubi. Sono state inoltre ritrovate delle tute bianche con le quali gli attentatori contavano probabilmente di mimetizzarsi durante l'attacco.
E intanto ieri è arrivata anche la èresa di posizione del presidente Riccardo Garrone: «Aspettiamo di vedere che direzione prenderanno le indagini, ma se davvero dovesse essere acclarata la responsabilità di alcuni nostri “tifosi” - rigorosamente tra virgolette - sarei estremamente amareggiato. Si tratta di un episodio che non ha nulla a che vedere con la filosofia che stiamo cercando di portare avanti, una filosofia che vuole promuovere i valori più autentici dello sport, tra cui il rispetto per l’avversario e il rifiuto totale di qualunque tipo di violenza. E’ un percorso già intrapreso con successo da Paolo Mantovani, che ha portato la nostra società e la nostra tifoseria ad essere considerate come un esempio per tutti; più volte ho sottolineato come e quanto sia fiero dei nostri sostenitori, dell’ amore che ci dimostrano in ogni circostanza e delle straordinarie iniziative che portano avanti con successo. Questo è il vero spirito della nostra gente, non vorrei che all’esterno passasse un’immagine distorta per colpa di pochi delinquenti, che probabilmente non meritano nemmeno di essere considerati “tifosi della Sampdoria”. Si tratta di teppisti che non si rendono conto del fatto che, così facendo, danneggiano l’immagine della società e dei suoi veri tifosi. Senza contare che simili episodi possono comportare gravi sanzioni come la squalifica del nostro campo di gioco».