Garrone replica ai tifosi: «Parlo poco e lavoro tanto»

Al presidente della Samp non piace lo striscione nella Sud Si fermano Palombo e Berti Oggi Gheddafi a Bogliasco

Paola Balsomini

Sette giorni per sapere se Walter Novellino sarà ancora il tecnico della Sampdoria. Eppure, paradossalmente, anche questo, oggi, passa in secondo piano. Perché a far discutere domenica non è stata la splendida doppietta di Totti e i quattro gol della Roma ma la contestazione dei tifosi blucerchiati che, per la prima volta quest'anno, non hanno preso di mira solo i giocatori ma anche la società blucerchiata e il suo presidente.
E ieri è arrivata anche la risposta di Riccardo Garrone, salito nel pomeriggio a Bogliasco per incontrare Saadi Gheddafi, ma questa è un'altra storia.
Fatto sta che, dopo lo striscione appeso in Gradinata Sud, non si è fatta attendere la seccata risposta del numero uno blucerchiato: «I tifosi dicono che bisogna lavorare e parlare meno, e io sono uno che lavora già tanto e parla decisamente poco, non ho altro da dire». Qualcosa da dire, invece, ci sarebbe sulla squadra, sconfitta anche dai giallorossi («Quella di Spalletti è un'ottima formazione», ha glissato il patron della Erg), o forse ci sarebbe da parlare del prossimo mercato di gennaio, che mai come oggi per la Sampdoria può essere definito di riparazione.
Così servono fondi per «riparare», appunto, e la speranza è che un aiuto possa arrivare dallo stesso Saadi Gheddafi, domenica presente in tribuna al Ferraris: «Vedremo nei prossimi giorni», spiega ancora Garrone, ma anche per quanto riguarda il campo c'è poco da vedere visto che il centrocampista non è tesserabile: il suo tesserino con l'Udinese è andato in scadenza il 30 giugno e tra gli extracomunitari la Sampdoria ha già acquistato il difensore Zivanovic.
Come dire, Gheddafi non giocherà, almeno per quest'anno, una gara ufficiale con la maglia della Sampdoria anche se da questo pomeriggio sarà regolarmente al campo per gli allenamenti. Il figlio del leader libico ieri mattina ne ha approfittato per un giro tra le boutique di Portofino, prima di una visita agli impianti del Mugnaini. La possibilità, sempre più concreta, è che Gheddafi possa entrare a far parte del club con una quota azionaria, come già accaduto con la partecipazione in altre società italiane.
E nel frattempo c'è anche da preparare la sfida di Coppa Italia contro il Palermo (diretta su Rai3 ore 21). Così visto che nelle situazioni negative piove sempre sul bagnato, Walter Novellino dovrà rinunciare ad Angelo Palombo che ha subito una distorsione al ginocchio e sarà costretto a stare fermo per almeno dieci giorni. Situazione a dir poco difficile visto che per la gara contro il Messina di domenica in campionato (la squadra si fermerà quattro giorni in Sicilia), c'è un altro problema da affrontare e cioè la squalifica a Sergio Volpi.
Novellino si troverà senza i due centrali e con un Delvecchio e Parola che anche contro la Roma non hanno convinto. E ieri pomeriggio, come se non bastasse, si è fermato anche il portiere Sergio Berti: per lui distrazione all’inguine con stop di quindici giorni. Quanto a Quagliarella, uscito prima del tempo con la Roma, l’attaccante ha riportato un risentimento muscolare che sarà valutato in giornata.
Per il momento si tenta comunque di risolvere un problema per volta, visto che in ogni caso questa sarà la settimana della svolta, anche se è ancora presto per parlare di un cambio di allenatore: «La classifica è corta - spiega Marotta - ma saremmo irresponsabili a non preoccuparci».
L'impressione è che la doppia trasferta in Sicilia possa rappresentare un passo definitivo per squadra e allenatore, in attesa di un mercato di gennaio un po' più «frizzante».