Garrone smentisce la cessione: «La Sampdoria non è in vendita»

Emmanuele Gerboni

Le risposte alle notizie di un divorzio tra Riccardo Garrone e Sampdoria arrivano sul sito ufficiale della società blucerchiata, c’è da poco da interpretare. Il presidente della Samp vuole essere chiaro, chiarissimo. Spiega, ripete, sottolinea che l’idea non è assolutamente quella, cedere la società al miglior offerente. E’ una doppia replica a quei sussurri. Nel primo comunicato una frase su tutte, («sono rimasto esterrefatto»), che fa capire tanto. E ancora: «Mi sto innamorando del calcio; rispetto a quanto avevo detto tre anni fa quando dissi che avrei fatto del mio meglio per portare la Sampdoria in serie A ed assicurare una buona gestione ma non me ne sarei mai innamorato». E’ una smentita secca quella del presidente doriano che sbatte la porta in faccia alle voci di una possibile cessione della società. E’ soltanto un round, perché non si ferma Garrone. Che zittisce in modo netto questa ipotesi anche nella seconda nota, trasmessa dalla Samp. E qui Garrone chiarisce punto per punto, è il silenziatore a quei sussurri che sono circolati: «Quello che è apparso oggi (ieri ndr) su un quotidiano sportivo nazionale lo potrei definire come una minestra riscaldata oppure aria fritta. Ben ricordo che al momento stesso dell’assunzione della proprietà da parte della mia famiglia, prevedendo gli impegni personali e finanziari che avremmo dovuto affrontare, dissi che se potevamo dimostrare con i programmi che avrei enunciato di portare la Sampdoria a quella di 10 anni prima, avremmo cercato di associare un partner più competente di me nel calcio ma con le mie stesse visioni di ideali e valori per portare verso sempre più alti traguardi la nostra Sampdoria».
Un messaggio piuttosto chiaro, massima disponibilità anche a valutare l’ingresso di un partner: un concetto come ha spiegato anche il presidente doriano non proprio nuovo. Ma non si parla certamente della vendita del club. E’ un Garrone con il sorriso stropicciato, sospeso tra l’amarezza per le nubi tempestose che circondano il mondo del pallone e la soddisfazione per i risultati ottenuti dalla Samp in questi anni. Il barometro dell’umore segna così: «Pioggia anche torrenziale via via che ho compreso cosa c’è sotto gli aspetti del male nel mondo del calcio, pieno di affaristi, di iniquità e di arroganza tanto che si è arrivati quasi a distruggerlo. Peccato perché il calcio è un prodotto vitale come il pane per milioni e milioni di appassionati e non certo per colpa delle società medio-piccole. Al tempo stesso il barometro indica sole per le straordinarie soddisfazioni avute in campo in questi 4 anni e perché questo ha portato tanto in termini di felicità e grande soddisfazioni per le tante belle famiglie della tifoseria sampdoriana ».
Ma è stata anche la giornata di Marcello Lippi che ha fatto un blitz a Bogliasco. Visita di lavoro, anche se in fondo il cuore batte sempre quando sale da quelle parti. Occhi puntati sulla partitella blucerchiata, un test che serviva e tanto a Walter Novellino. Lippi è andato via alla fine del primo tempo, ma qualcosa aveva già visto. E molto ha memorizzato anche il tecnico doriano. Che ha rinunciato ad Antonioli (a riposo per tutti i novanta minuti) e Volpi, ma l’assenza del centrocampista blucerchiato non ha acceso la spia rossa dell’allarme: semplice precauzione. Una notizia importante è stata la presenza in campo dal primo minuto di Falcone, saranno solo prove tecniche di trasmissione ma è un indizio piuttosto. E ieri pomeriggio ha fatto coppa con Iuliano al rientro dopo la squalifica. Novità, più o meno annunciate, negli ultimi sedici metri dove hanno giocato Foti (cross, stop, gol: una bel sigillo) e Colombo. Nella ripresa, spazio a Flachi (secondo bomber di giornata, due a zero il risultato finale della Samp) e l’idea potrebbe di questo tipo: il numero dieci blucerchiato e Foti insieme dal primo minuto con l’Ascoli. Ancora lavoro a parte per Bazzani, sarà per la prossima settimana. Siena, una decina di giorni. Poi, l’attacco scoppierà di salute. Aspettando Bonazzoli. E magari Pasquale Foggia dell’Ascoli che a Marassi ci verrà domenica prossima ma solo da tifoso (deve scontare un turno di squalifica) ma potrebbe abitarci nella prossima stagione:«Sarebbe bellissimo, la Samp è una prestigiosa e poi quello di Marassi è uno degli stadi più belli d’Italia». Aimo Diana al Milan, lui (il suo cartellino è di proprietà della società rossonera) e un bell’assegno alla Samp. A luglio andrà a finire così.