Tra Gary Cooper e Grace Kelly la pistola di un efferato bandito

In una stracca mattinata del giugno 1865, nel polveroso villaggio del Nuovo Messico, Hadleyville, prende avvio e si compie il dramma tutto contingente, tutto metaforico di un classico western dalle coloriture psicologiche (e ideologiche) palesemente definite. Mentre lo sceriffo Will Kane (Gary Cooper) si accinge a sposare l'algida fidanzata quacchera Amy (Grace Kelly), sopraggiunge intimidatoria la notizia dell'arrivo in paese dell'efferato bandito Frank Miller (Ian Mac Donald) che, spalleggiato da altri delinquenti, è determinato ad uccidere lo sceriffo Kane, a suo tempo responsabile dell'arresto dello stesso Miller. In un crescendo spasmodico di tensione e di paura, il racconto prima d'intollerabile angoscia, poi via via disciolto in un progressivo epilogo (la solitudine dello sceriffo, l'ignavia della sleale comunità, la contrarietà della moglie Amy finalmente superate e sublimate dal cruento, vittorioso successo di Kane sui suoi nemici) tocca l'acme di un ammonitore, civilissimo apologo. Non a caso, Fred Zinnemann, militante democratico d'origine austriaca, profonde in quest'opera la sua passione politica contro l'ondata repressiva della campagna maccartista dei primi anni '50.

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