Garzelli rompe il digiuno alla Tre Valli «Temevo di non riuscire più a vincere»

Pier Augusto Stagi

da Campione d’Italia

La scommessa l’aveva fatta con i compagni di squadra: «La Tre Valli la vinco io». E all’ombra del Casinò di Campione d’Italia, Stefano Garzelli ha festeggiato. È uscito il suo numero e lui è uscito da un digiuno che diventava imbarazzante. Ci sono voluti quattordici mesi per rivedere il sorriso sul suo volto. Era dal 29 maggio 2004 che non vinceva: Giro d’Italia, tappa della Presolana. «Ormai mi stavo convincendo che non ero più capace di mettere la mia ruota davanti a quella degli avversari – ha commentato raggiante il capitano della Liquigas-Bianchi sul podio della Tre Valli, prima prova del “Trittico Lombardo” (oggi, a Lissone, Coppa Agostoni, domani il Bernocchi, ndr) –. Ma dopo un Giro d’Italia sfortunato e un Tour difficile, sentivo che le cose cominciavano a girare per il verso giusto e mi sono detto: chi la dura la vince...». Stefano Garzelli, alla fine, ha vinto. «Ci voleva proprio una bella vittoria. Fa bene a me, fa bene alla squadra, adesso voglio andare avanti il più possibile, fin dove mi porteranno le gambe. Io non mi fermo di certo».
Ad applaudirlo il senatùr Umberto Bossi, che a sorpresa ieri mattina si è presentato davanti a Palazzo Estense a Varese per dare il via e poi non ha voluto mancare alle premiazioni a Campione d’Italia. «Volevo partecipare anch’io, ma non hanno accettato l’iscrizione», ha scherzato Bossi, chiacchierando con alcuni tifosi a bordo della strada. Il leader della Lega, da appassionato, ha auspicato che i Mondiali di ciclismo vengano assegnati a Varese, candidata per il 2008. «Bisogna riuscire a portarli», ha chiosato con i giornalisti.
La corsa. Dopo la selezione sulla salita di Dumenza, la Tre Valli si è decisa, come da pronostico, sull’ascesa finale che portava a Campione: a tentare l’affondo è stato Andrea Masciarelli che si è piantato ai cinquecento metri dal traguardo, nel tratto più duro. Qui Garzelli, dopo essere stato a ruota di Mazzoleni che lavorava per Cunego, ha approfittato della defaillance del Piccolo Principe e ha battuto allo sprint Lorenzo Bernucci e lo stesso Cunego. «Devo ringraziare la squadra per come ha lavorato – ha detto Garzelli –. Conoscevo il finale, sono venuto a provarlo due giorni fa e l’ho affrontato due volte; sapevo che gli ultimi cinquecento metri erano impegnativi e ho atteso il momento giusto per attaccare. Voglio dedicare questa vittoria a mia madre, che è nata qui a Campione, dove vivono anche le mie sorelle, ma una dedica particolare è per mia moglie Maria, che a novembre mi renderà padre».
Ieri nella seconda tappa del Giro di Germania (21ª prova di Pro Tour, il termine martedì a Bonn, ndr), vittoria di Filippo Pozzato, a segno per la terza volta in quindici giorni.