Gas, un decreto anti-emergenza Scajola incontra le autorità russe

da Roma

Ancora una giornata di forniture di gas ridotte per l’Italia. L’Eni ha rilevato un calo dell’import dalla Russia del 4,1% dalle 6 di venerdì alla stessa ora di ieri, mentre per le 24 ore successive (dalle 6 di sabato mattina alla stessa ora di oggi) la previsione è ancora più negativa: dei 74 milioni di metri cubi di gas naturale richiesti, ne dovrebbero essere stati consegnati circa 68 milioni, cioè l’8,1% in meno. Giovedì scorso il calo aveva superato il 12 per cento.
L’eccezionale ondata di freddo che sta colpendo la Russia, ma anche molti Paesi europei sta mettendo ancora a dura prova la regolarità delle forniture. Nella sola regione di Mosca, per la prima volta nella storia sono stati superati i 16mila megawatt di consumi energetici. Il colosso russo Gazprom sostiene che «le forniture di gas ai nostri clienti europei vanno avanti in linea con i contratti». Soltanto le esportazioni verso l’Ucraina sono aumentate di 57 milioni di metri cubi al giorno fra il 18 e il 20 di gennaio, nonostante il rinvio dell’accordo fra Mosca e Kiev, previsto per la giornata di ieri. Il gelo in Russia proseguirà anche la prossima settimana, e Gazprom afferma che continuerà a rispettare i propri obblighi contrattuali, garantendo tuttavia la priorità ai consumatori russi e ai servizi pubblici del Paese. Martedì il governo italiano affronterà l’emergenza gas in Consiglio dei ministri. Un decreto legge, firmato dal ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, obbligherà i produttori di energia elettrica con centrali policombustibile a ricorrere agli oli ad alto e basso tenore di zolfo. Agli operatori che ricorrono agli stoccaggi di gas per produrre elettricità verrebbe imposto un diritto di prelievo.
In caso di necessità, inoltre, potrebbero essere chiusi i rubinetti ai clienti industriali «interrompibili», e poi a quelli che si dichiarano disponibili a sospendere i prelievi ricevendo, in cambio, un premio economico. Il risparmio è valutato fino a 20 milioni di metri cubi al giorno. Giovedì Scajola sarà a Mosca per discutere il problema con le controparti russe. «Non bisogna fare allarmismo - osserva Alberto Clò, uno dei massimi esperti italiani del settore energetico - ma neppure dire agli italiani che non ci sono rischi: stiamo già attingendo alle scorte».