Gas, Edp ricorre al tribunale Ue

Bruxelles si era opposta al tentativo di rilevare, con l’Eni, Gas de Portugal

da Milano

Energias de Portugal chiederà al tribunale europeo di annullare una decisione della Commissione europea che ha bloccato la fusione degli asset statali del gas naturale in Edp. Lo ha riferito una fonte vicina al dossier, secondo cui Edp argomenterà di fronte alla Corte europea di prima istanza che Bruxelles ha oltrepassato l’ambito di analisi dell’impatto concorrenziale dell’accordo. Edp ed Eni avevano tentato di acquistare Gas de Portugal, ma la Commissione a dicembre si era opposta all’operazione, dicendo che avrebbe soffocato i benefici della liberalizzazione energetica. Il no di Bruxelles ha fermato la ristrutturazione da 1,2 miliardi di euro delle attività di gas naturale detenute dalla società statale Galpenergia. Il Portogallo vuole rilanciare il settore energetico per renderlo più competitivo in un mercato iberico più aperto. «Edp chiederà l’annullamento della bocciatura della Commissione», ha precisato una fonte, secondo cui Edp ha proposto rimedi per effettuare l’operazione, «ma la Commissione non ha tenuto conto di questi rimedi dal momento che voleva essenzialmente approfittare dell’operazione per imporre un livello di concorrenza... molto più alto della situazione che esisteva in Portogallo, e che continua a esistere, anche prima della realizzazione dell’acquisto». In base alla ristrutturazione, Gas de Portugal avrebbe dovuto essere fusa in Edp. L’ex monopolista elettrico avrebbe detenuto il 51% della società del gas ed Eni il resto. Il riassetto di Galpenergia prevedeva anche che la rete di gas naturale Transgas fosse fusa nella rete elettrica nazionale Ren.
A Galpenergia sarebbe rimasta la compagnia petrolifera Petrogal. Eni detiene il 33,34% di Galpenergia ed Edp ha il 14,5 per cento. All’origine del «no» all’acquisizione da parte del gruppo italiano, insieme a Edp, del controllo di Gas de Portugal (Gdp) è stata la presa d’atto da parte di Bruxelles che l’operazione sarebbe stata negativa per i consumatori e per la competitività dell’industria portoghese, «minando» i benefici derivanti dalla liberalizzazione del mercato dell’energia con l’esclusione di nuovi arrivati.