Il gas fa riesplodere la tensione con la Bielorussia

Minsk. Bruxelles è già intervenuta per cercare di placare gli animi. Ma la tensione tra Mosca e Minsk è di nuovo salita. Ancora una volta di mezzo c’è il prezioso gas, la cui esportazione verso la Bielorussia - ha minacciato il gigante russo Gazprom - potrebbe essere ridotta del 45 per cento a partire da oggi «per mancato rispetto degli obblighi di pagamento».
La questione spaventa l’Europa, memore della crisi del 2005-2006, quando lo scontro fra la Russia da una parte, l’Ucraina e la Bielorussia dall’altra, provocò l’interruzione degli approvvigionamenti e grossi disagi in tutta Europa.
Insomma, nonostante la rivisitazione storica sia un’abitudine che anche la Bielorussia segue per ricordare il «glorioso» passato comunista, Mosca sembra non ricambiare come dovrebbe il gradito favore. Gli affari sono affari. E non basta che Minsk si sia spinta addirittura fino a costruire un «villaggio memoriale» che ricorda la resistenza gloriosa del suo popolo di fronte all’avanzata nazista. Non basta reinventarsi la storia, nemmeno quando la fantasia nega la realtà perché - come ha riferito un giornalista russo - proprio in quel luogo le truppe bielorusse abbiano subìto una sconfitta clamorosa.