Gas, l'ordine di Putin: "Tagliare i rifornimenti"

Dopo settimane di scontri verbali tra Mosca e Kiev la Corte ucraina ordina di proibire il flusso di gas russo verso il resto d'Europa. Ma Gazprom accusa: "Sottraggono i rifornimenti"

Mosca - La Russia ridurrà da oggi le forniture di gas verso l’Ucraina (anche destinate all’Europa) di 65,3 milioni di metri cubi. L’ordine diretto a Gazprom viene dal premier Vladimir Putin, in risposta alle sottrazioni fuori contratto da parte dell’ex repubblica sovietica. "Ci sono proposte di ridurre il volume delle spedizioni verso confine tra Russia e Ucraina dello stesso volume, che è stato rubato (da Kiev) alla Russia e pari 65,3 milioni di metri cubi" ha dichiarato il numero uno del colosso dell’oro blu Aleksei Miller nel corso di un incontro con Putin. "Bene. Sono d’accordo. Riducetele oggi" ha detto in risposta il primo ministro. L’Aquila bicipite ha già ridotto le forniture di gas all’ex repubblica sovietica, a fronte di forniture non pagate e arretrati per diversi miliardi di dollari. Ad aggravare la situazione c’è inoltre il mancato accordo sulla tariffa da applicare per il 2009 e nuove accuse da parte del colosso dell’oro blu, secondo cui Kiev avrebbe sottratto 25 milioni di metri cubi di metano russo in transito e destinato ai clienti europei.

Stop dal tribunale ucraino Stop al gas verso l'Europa. Dopo settimane di "tira e molla" tra Russia e Ucraina il tribunale di Kiev ha ordinato di proibire il flusso del gas russo attraverso il territorio ucraino alle tariffe attualmente pagate a Mosca per il transito del metano diretto all’Europa (1,6 dollari per 1.000 metri cubi). La delibera del tribunale di Kiev per arrestare il transito del gas russo verso l’Europa è giunta in seguito a un’istanza avanzata nei giorni scorsi dal ministero dell’Energia, che chiedeva di invalidare l’accordo siglato l’anno scorso con Mosca e in vigore fino al 2010. Lo ha riferito lo stesso dicastero con una nota. "Alla base della decisione del tribunale di Kiev, il fatto che gli accordi con Mosca sono stati conclusi dall’ex-vice di Naftogaz, Igor Voronin, non in possesso delle necessarie deleghe da parte del Consiglio dei ministri" spiega la nota del ministero dell’Energia ucraino. La decisione del tribunale ucraino aggiunge un nuovo elemento di contrasto nella nuova guerra del gas tra Kiev e Mosca, che ha interrotto le forniture dal primo gennaio a causa del mancato saldo del debito pregresso da parte di Naftogaz Ucraina.

Gazprom conferma L’ucraina Naftogaz ha rifiutato il passaggio via Kiev di forniture supplementari destinate ai consumatori europei pari a 25 milioni di metri cubi. L’afferma il colosso russo Gazprom, specificando che la quota è giornaliera e dovrebbe rispondere alle esigenze degli acquirenti europei.

Delegazione Ue Una delegazione dell’Unione europea è oggi a Kiev per discutere della crisi energetica che oppone Russia e Ucraina e che mette a rischio le forniture energetiche di diversi Paesi europei. Il ministro ceco del Commercio e presidente di turno Ue, Martin Riman, e il responsabile della direzione generale Trasporti-energia della Commissione europea, Matthias Ruete, sono tra i componenti di questa missione. Secondo Kiev, i rappresentanti europei giungono in Ucraina "conformemente all’accordo concluso dalla delegazione ucraina" che la scorsa settimana ha compiuto una missione diplomatica per rassicurare l’Europa sui suoi approvvigionamenti energetici dopo lo "stop" russo alle sue forniture di gas verso l’Ucraina. Ieri, Mosca ha invitato i 27 a sorvegliare il transito di gas russo verso l’Ucraina e ha nuovamente accusato Kiev di appropriarsi di forniture energetiche destinate all’Europa, accuse respinte da parte ucraina.