Gas Natural: avanti con l’Opa su Endesa ma senza rialzi

Il cda del gruppo di Barcellona ha accettato le condizioni del governo. L’offerta resta però ferma a 21,3 euro contro i 24,9 della quotazione alla Borsa di Madrid

da Milano

La battaglia tra il gruppo di Barcellona, Gas Natural, e quello madrileno Endesa, ha registrato ieri una nuova tappa. Il consiglio di amministrazione di Gas Natural ha infatti confermato che va avanti con l'Opa su Endesa dopo che il governo spagnolo ha dato venerdì scorso il via libera all'operazione ponendo venti clausole. «Le condizioni sono esigenti ma, dopo averle analizzate, abbiamo visto che sono compatibili con il nostro piano imprenditoriale», ha detto Rafael Villaseca, amministratore delegato di Gas Natural, in una conferenza stampa dopo la riunione straordinaria del consiglio di amministrazione per analizzare i vincoli imposti dal governo.
Il consiglio di amministrazione di Gas Natural ha anche deciso di mantenere il prezzo dell'offerta (21,3 euro per ogni azione Endesa). Le azioni della compagnia elettrica hanno chiuso venerdì scorso alla Borsa di Madrid in rialzo dello 0,32% a 24,89 euro e gli analisti prevedevano che la compagnia catalana avrebbe aumentato l'offerta su Endesa fino a 25 o 26 euro. Ma Villaseca ha detto che «Endesa è sopravvalutata in Borsa di un 23%». L'operazione deve essere approvata adesso dalla Commissione del mercato dei valori (Cnmv).
Il consiglio di amministrazione di Endesa ha intanto confermato che presenterà un ricorso davanti al Tribunale supremo spagnolo contro la decisione del governo perchè considera che le condizioni imposte «non hanno nessuna logica industriale nè senso economico» e il progetto di Gas Natural ha una «scarsa qualità». Contraria all'operazione, Endesa aveva preannunciato che stava studiando il ricorso, la sua ultima arma legale contro Gas Natural, che ha un fatturato pari a un terzo di quello di Endesa.
A dire il vero, la vera battaglia si farà in Borsa: la differenza tra prezzo offerto e quotazione di mercato è elevata. Villaseca non troverà facile convincere gli azionisti di Endesa a vendere le loro azioni a un prezzo del 16% inferiore alle quotazioni di Borsa. L’amministratore delegato del gruppo di Barcellona ha comunque affermato che gli accordi con Iberdrola per la cessione di centrali elettriche per una potenza di 4.300 megawatt, del 50% di Endesa Italia e della quota di controllo di Snet restano validi. Villaseca ha anche aggiunto che, in seguito ad accordi con il governo, gli asset che saranno ceduti hanno un valore di un miliardo di euro superiore a quanto inizialmente stimato, che si aggirava sui 9 miliardi di euro. In altri termini, Gas Natural con le cessioni non solo punta a venire incontro alle richieste dell’Antitrust spagnolo, ma anche a fare cassa per pagare un’acquisizione che si preannuncia comunque costosa. Il governo di Madrid sarebbe però orientato a chiedere a Gas Natural di cedere con una gara gli asset che è intenzionato a dismettere: in questo caso è prevedibile che si facciano avanti i principali produttori europei interessati al ricco mercato spagnolo. Enel e Asm Brescia hanno già fatto sapere che intendono essere della partita.