Gas, novanta giorni per il sì ai nuovi impianti

La «cabina di regia» del governo accelera l’iter delle valutazioni ambientali. Necessario costruire 4-5 rigassificatori entro il 2010

da Milano

Novanta giorni di tempo per decidere su sette nuovi rigassificatori che hanno già presentato una richiesta di autorizzazione: la crisi del gas è destinata ad approfondirsi nei prossimi anni se non si avvierà subito la costruzione degli impianti. La linea di confine è il 2010.
Entro il 2010, infatti, un terzo del gas consumato in Italia dovrà arrivare attraverso i rigassificatori per evitare il capestro di due unici fornitori di metano, Russia e Algeria, che potrebbero dettare legge sui prezzi. E quindi via ai rigassificatori: ne dovranno essere costruiti quattro o cinque entro il 2010-2011, ha detto ieri il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, al termine della «cabina di regia» che ha riunito oltre a Bersani anche il presidente del Consiglio Romano Prodi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, il ministro per l’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e quello per gli Affari regionali Linda Lanzillotta. Dalla «cabina» è venuta anche la decisione di decidere entro tre mesi sulle autorizzazioni dei sette progetti più avanzati.
Un comunicato di Palazzo Chigi affermava ieri sera che la situazione degli approvvigionamenti di gas naturale «si presenta seriamente vicina all'emergenza: ad un consumo del 2005 di 86 miliardi di metri cubi si sommano aumenti di almeno 2,6 miliardi l’anno che possono portare già nel 2008 ad uno sfondamento del tetto dei 90 miliardi di metri cubi. La produzione attuale nazionale non supera i 12 miliardi di metri cubi e avviene essenzialmente nei giacimenti dell'Adriatico e della valle padana. Tale produzione è in calo; attualmente, oltre l’85% del gas italiano consumato è importato. Per quanto riguarda il gas liquefatto da importare via mare, il governo stima un fabbisogno da coprire entro il 2010 di 33 miliardi di metri cubi annui, corrispondenti a 3-4 nuovi terminali di rigassificazione, a seconda della capacità; entro il 2015 occorrono ulteriori 10 miliardi di metri cubi annui, corrispondenti a 1-2 terminali».
Fin qui le valutazioni, sostanzialmente già note, messe sul tavolo da Bersani, ma, continua il comunicato, «nel corso della riunione è stata fatta una attenta ricognizione dello stato delle procedure avviate di tutti gli impianti richiesti sul territorio nazionale. Al fine di raggiungere l’obiettivo di ottenere i risultati previsti si è deciso di attivare una corsia preferenziale per gli iter autorizzativi. Per i sette impianti, per i quali è pendente una richiesta di autorizzazione (Gioia Tauro, Zaule Trieste, Golfo di Trieste, Taranto, Porto Empedocle, Augusta, Rosignano Solvay), verranno ultimate le procedure di valutazione dell’impatto ambientale, nel pieno rispetto della partecipazione di tutti i soggetti interessati, entro 90 giorni».