Gaslini, percentuale sulla donazione milionaria

(...) l’enorme contributo offerto da Gino Amisano (il patron della Agv, l’azienda leader nella produzione di caschi per motociclisti) che pur essendo piemontese si è recentemente offerto di pagare la realizzazione di un nuovo padiglione, un’intera palazzina che ospiterà ambulatori e padiglioni di degenza. Dieci milioni di euro. Una fortuna che l’imprenditore alessandrino ha promesso all’ospedale sempre alla ricerca di finanziatori. Probabilmente la più cospicua donazione fatta dopo quella di Girolamo Gaslini.
Ebbene, sui dieci milioni, c’è chi incassa una percentuale. Dovrebbe trattarsi di qualcosa come il 4 o il 5 per cento. Quattro o cinquecentomila euro. Mezzo milione su dieci. Comunque un capitale cui il Gaslini deve rinunciare per pagare il «mediatore». Attenzione, non il notaio che redige l’atto di donazione, ma un vero e proprio mediatore. Perché per accettare del denaro che arriva da un benefattore occorre una persona che faccia da tramite.
E perché evidentemente la Fondazione Gaslini, l’istituzione creata appositamente per gestire il patrimonio dell’ospedale, non può seguire le pratiche e ha bisogno di appaltare all’esterno la soluzione dell’iter burocratico. Ha un consiglio di amministrazione incaricato di seguire direttamente i conti, di trattare quotidianamente delle risorse dell’attività scientifica dell’ospedale, ma quando si tratta di prendere soldi si dimostra inadatto a fare tutto da sé. E il Gaslini paga qualcuno per fare in modo che il benefattore sia accontentato nella sua generosa volontà.
Quando le cifre però diventano importanti, anche la percentuale incassata dal mediatore si fa interessante. Nel caso in specie, per la donazione Amisano, circa mezzo milione di euro uscirà dalle casse del Gaslini, da quelle casse che invece avrebbero sempre bisogno di continue entrate. Molto probabilmente lo stesso donatore, ieri non rintracciabile, è all’oscuro del fatto che sulla sua elargizione venga pagata una quota per il mediatore.
Anche al Gaslini, almeno ad un primo contatto, nessuno sembra peraltro saper nulla di questa percentuale riconosciuta ad un mediatore. Eppure il pagamento della forte somma, ormai noto a molti, non rappresenta in alcun modo un’operazione illecita, o qualcosa che possa configurarsi come una distorsione di fondi. Stupisce, questo sì, che ci possano essere «trattenute» o comunque pagamenti in favore di terzi in occasione di momenti talmente nobili come la donazione di dieci milioni in favore di un ente da parte di un benefattore. Ma questo è tutto un altro discorso.