Il gasolio a due cent dalla benzina

Nuovo record del prezzo alla pompa: 1,399 al litro. Quadi annullato il vantaggio sulla benzina. Nel gennaio 2000 la differenza era 16 centesimi. I consumatori: è speculazione

Roma - Corre il prezzo del gasolio e con un nuovo record a quasi 1,38 euro (1,378 nei distributori Agip) è ormai a 2 cent dalla benzina verde (1,399 al litro). L'accelerazione impressa ai listini negli ultimi mesi, fino ai livelli record raggiunti oggi, ha quasi portato alla stesso livello il rapporto prezzi tra verde e diesel, che tradizionalmente ha sempre visto la prima più cara del secondo. E di conseguenza ha anche drasticamente diminuito, in termini costi per il carburante, il vantaggio legato al possesso di una vettura diesel. Con la verde a 1,399 euro al litro e il gasolio a 1,378 oggi il diesel costa solo 2,1 centesimi al litro in meno.

Nel gennaio del 2000 la differenza era di 16 cent. A marzo di quello stesso anno, per aver un confronto con il mese in corso, la forbice si era ulteriormente allargata, portandosi a 20 centesimi di euro. Con i prezzi attuali un pieno di gasolio per un'auto di media cilindrata costa attorno a 68,90 euro mentre quello della benzina costa 69,95 euro: un prezzo superiore solo 1,05 euro. Del resto dal 2000 è completamente cambiato il quadro di riferimento, a cominciare dalle quotazioni internazionali del petrolio, che a cascata pesano sul prezzo finale dei carburanti. Nel 2000 il valore medio del barile si attestò intorno a 28 dollari, che anche attualizzati ai corsi attuali del cambio euro-dollaro, con il biglietto verde ai minimi, si traducono in 32 dollari. In ogni caso, valori di gran lunga distanti ai quelli odierni, con quotazioni record che hanno toccato i 111 dollari al barile. Il 2007 ha fatto registrare una media d'anno poco superiore ai 69 dollari, ma gli ultimi mesi hanno visto di fatto una brusca accelerazione delle quotazioni. Ecco una scheda che riepiloga, a partire dal 2000, l'andamento dei prezzi medi di gasolio e benzina e la differenza tra i due (fonte: ministero dello Sviluppo economico). Si sono presi a riferimento i mesi di gennaio e giugno, per avere un parametro semestrale. Per il 2000 è segnalato anche marzo, da confrontare con il mese in corso. Per il 2008 è indicato il dettaglio mese per mese con il prezzo medio e, infine, il prezzo odierno, con il livello massimo toccato oggi sulla rete distributiva.

I consumatori: è la prova della speculazione Il record del prezzo del gasolio "è la prova provata di una odiosa speculazione a danno dei consumatori". Si fa variare il prodotto che dà più convenienza. Ad affermarlo sono in due diverse note l'Adusbef e la Federconsumatori che mettono in risalto che "a novembre la differenza tra il pieno di gasolio e uno di verde era di 5 euro, oggi di 1,05 euro". "Puntuale in prossimità delle vacanze pasquali, come delle ferie estive e del Natale - afferma l'Adusbef - arrivano rincari sui prezzi dei carburanti di origine speculativa, nonostante il record del cambio euro/dollaro non giustifica tali prezzi che sono tra i più alti della media europea a parità di tassazione". Mentre il dollaro dai primi di novembre 2007 ha perso il 12 per cento rispetto all'euro che ha raggiunto il picco massimo scorsa settimana, quotando sopra 1,50 ad un passo da 1,60 - spiega l'Adusbef - per un pieno di 50 litri di gasolio che costava 61,80 euro (1,236 litro), la differenza con un pieno di verde pagato 1,336 euro al litro era di 5 euro, con un pieno che costava 66,80 euro.
Oggi lo stesso pieno di 50 litri di gasolio, costa 68,90 euro (1,378 al litro) con un aumento di 7,10 euro, mentre uno di benzina (1,399) ne costa 69,95, (+3,15 euro) con una differenza di soli 1,05 euro, a dimostrazione di una speculazione sul gasolio senza precedenti neppure attenuato dalla tardiva riduzione di 2 centesimi al litro delle accise. Adusbef "dopo aver presentato decine di esposti denunce alle Procure contro la speculazione dei prezzi delle benzine, torna a chiedere l'intervento della magistratura e della Guardia di Finanza, a tutela di famiglie che vedono sempre più eroso il potere di acquisto e non riescono più a sopravvivere, se non contraendo debiti su debiti con banche e finanziarie che fanno affari d'oro sulla pelle di milioni di cittadini stremati ed indifesi". "I numeri - spiega l'associazione - parlano più degli esposti presentati alla magistratura: se i prezzi industriali di raffinazione del gasolio sono inferiori a quelli della benzina e la ben orchestrata propaganda, ha indotto i cittadini ad acquistare auto a gasolio allettati dal costo inferiore del diesel da autotrazione, l'allineamento dei prezzi a quello della benzina si chiama speculazione ed aggiotaggio". Federconsumatori fa invece i calcoli sulla convenienza ad aumentare benzina o gasolio. Nel primo caso ogni centesimo in più nel prezzo "comporta una maggiore entrate per la benzina di circa 14 milioni di euro al mese e per il gasolio di 25 milioni di euro al mese. Risulta del tutto evidente - afferma il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti - come sia più conveniente fare variare il prodotto che fa incamerare guadagni".