Gasparri accelera la nascita del Popolo della libertà

Entro aprile svolgeremo il congresso unitario in tempo per entrare nel Ppe Gruppi unici? Decideremo entro luglio anche per il caso ligure

(...) Lista Biasotti. E per cominciare a comprendere meglio cosa succederà Gianfranco Gadolla, coordinatore provinciale di An ha deciso di portare a Genova Maurizio Gasparri, attuale capogruppo in Senato del Pdl. E dopo il suo intervento qualcosa di più chiaro sul futuro dei moderati in Italia c’è. A partire dalle date.
«Tempi molto rapidi, anzi rapidissimi- apre Gasparri-. Entro aprile dovremo aver completato ogni passaggio, e io penso che sia gennaio il momento giusto per andare al congresso costituente del Popolo della libertà». Più chiari di così non si poteva essere. E queste date, questi passaggi, Gasparri cerca di motivarli step to step anche per cercare di spiegare a Gadolla e agli altri due coordinatori provinciali della Lista Biasotti, Gianni Barci, e di Forza Italia, Giovanni Boitano, quale sarà il loro ruolo in questi mesi in cui si attraverserà il fiume, per passare dalla sponda dei «vecchi» partiti a quella del partito unico.
«Credo che il Popolo della libertà abbia una data alla quale non può rinunciare e per quel giorno dovrà essere pronto- spiega l’ex ministro per le Telecomunicazioni-: è il congresso del Partito popolare europeo che si terrà il 29 e 30 aprile del 2009». Traguardo che la nuova casa dei moderati («ricordiamoci che oltre ad An, Forza Italia e Lista Biasotti nel Pdl ci sono altre componenti più o meno piccole, ma comunque importanti») deve raggiungere anche per entrare nella famiglia dei popolari europei come nuovo soggetto politico.
Ad ascoltare il capogruppo al Senato del Popolo della libertà c’erano duecento persone, la sala del Jolly Hotel piena con tanta gente rimasta in piedi. Appassionati, semplici curiosi e un gran numero di addetti ai lavori che hanno ascoltato con estremo interesse le parole dell’esponente di An. Nel parterre c’erano, tra gli altri, i senatori Enrico Musso e Giorgio Bornacin, i consiglieri regionali Gianni Plinio, Angelo Barbero, Alessio Saso, Luigi Morgillo, Franco Macchiavello, Nicola Abbundo e i consiglieri comunali Giuseppe Murolo, Aldo Praticò, Walter Centanaro e Giuseppe Cecconi. Anche perché si è parlato del futuro dei gruppi negli enti locali: «Lo capiremo a fine luglio quando sapremo che cosa hanno partorito Denis Verdini e Ignazio La Russa che si stanno impegnando per studiare il percorso che ci porterà al Pdl- racconta Gasparri-. Potrebbero nascere gruppi unici in tutti gli enti locali oppure viaggiare separati con strategie comuni».
Intanto in Regione la polemica sullo sdoppiamento del gruppo biasottiano non si placa, «faremo il gruppo unico con gli altri membri del Pdl quando ci verrà chiesto da Roma», spiega Barci, mentre il coordinatore forzista Boitano ribalta la prospettiva: «Perché nessuno va mai a contare quanti gruppi ci sono in maggioranza?». E soprattutto che origine hanno.