Gasparri dà lezioni di Pdl

Verso il Popolo della libertà, dalle parole scritte sulla carta stampata e dette sugli altri mass media si cerca di arrivare ad una sintesi per spiegare alla «base» quali saranno i prossimi passi per creare il soggetto politico dei moderati.
In attesa di ottobre quando i partiti del centrodestra cominceranno la loro trasformazione, a Genova si tenta di discutere. Grazie ad un convegno organizzato dal coordinamento provinciale di Alleanza Nazionale che per giovedì alle 18 ha preparato un dibattito con gli altri coordinatori dei partiti che costituiranno il Popolo della Libertà e al quale prenderà parte il capogruppo in Senato Maurizio Gasparri. Al tavolo siederanno, oltre all’ex ministro per le Telecomunicazioni, Gianfranco Gadolla per An, Gianni Barci per la lista Biasotti e Giovanni Boitano per Forza Italia. Si tratta della prima iniziativa di questo tipo a livello regionale improntata a stimolare un confronto su cosa succederà nel Pdl: «Siamo agli albori e dobbiamo chiarirci le idee per comprendere quello che sarà un passaggio storico- ricorda Gadolla-. Ma i primi passi si stanno già compiendo ed è utile far capire che cosa stiamo facendo a livello di enti locali». Così il pensiero di Gadolla va all’appena costituito intergruppo in Regione e ad un progetto su cui sta lavorando lo stesso coordinatore di An, insieme all’onorevole Roberto Cassinelli: «L’intergruppo in consiglio regionale - spiega- è il primo passo per darci una strategia politica comune. Quello che è successo in via Fieschi sarà riproposto sia per il Comune di Genova che per la Provincia e così per i tanti comuni dell’entroterra. Ci avviciniamo ai gruppi unici».
La lite per le cene dei parlamentari, il dibattito interno a Forza Italia perché il vertice non ha contatti con la base, sembra non aver toccato i quadri di Alleanza Nazionale almeno apparentemente più compatti dei «cugini» forzisti: «Non ci sono polemiche in An semplicemente perché puntiamo tutti ad un obiettivo comune - continua Gadolla-: quello di costruire questo nuovo grande soggetto politico. La concorrenza interna c’è in An e ci sarà nel Popolo della libertà perché è normale e positivo che esistano dialettiche interne. Diversa cosa sono le «beghe» che sono nate su problemi che non sussistono». Anche Gadolla è un dirigente locale senza poltrona, ma la sua linea sulle cene è divesra da quella dei dirigenti azzurri che si sono lamentati per le cene pidielline: «Ognuno vada a cena con chi vuole- ironizza il coordinatore provinciale di An-, l’importante è che non faccia male alla linea. E non intendo quella politica».
Dopo la nascita del Partito democratico, dunque, anche i moderati sono pronti a dare vita a qualcosa di inimmaginabile fino a qualche anno fa sullo scenario politico italiano: «La differenza sostanziale tra noi e i democratici- conclude Gadolla- è che noi abbiamo una stessa cultura ed una stessa visione, gli altri vengono da due identità differenti e le loro divisioni gli stanno già lacerando. Ora sta a noi comprender il vero significato del Popolo della libertà».