Gasparri: «La legge non va cambiata»

«Prima di pensare a modificare la legge sulla nomina del cda Rai, il governo deve fare un atto di responsabilità: presenti una rosa di nomi con personalità credibili e capaci di ottenere i due terzi dei voti e la renda pubblica in modo da stanare il centrosinistra. Qualsiasi ipotesi di legge che modifichi l’attuale normativa accredita il vittimismo del centrosinistra». È la posizione di Maurizio Gasparri, padre dell’attuale normativa. Intanto il ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi, sta studiando due ipotesi per modificare il meccanismo di nomina abbassando il tetto di voti richiesto. Infatti, il quorum per le prime due votazioni sarebbe dei due terzi, ma a partire dalla terza sarebbe sufficiente la maggioranza semplice.