Gasparri: "Manifesti Pd a metà tra Br e nazismo"

Proteste del centrodestra contro il manifesto del Pd che ritrae Gasparri con scritto "vergogna" per la sua uscita su Obama: "Indicare un obiettivo quando nelle piazze c'è tensione è irresponsabile". Il Pd: "Campagna legittima. Tentano di sviare l'attenzione dalla gaffe del premier"

Roma - Manifesti con la faccia di Gasparri e slo slogan: "Vergogna". Questa la protesta del Pd contro le affermazioni del presidente dei senatori del Pdl per le sue affermazioni su Obama il giorno dell'elezione a presidente degli Stati Uniti: "Sarà contenta Al Qaeda". Subito è arrivata la protesta dell'ex ministro delle Comunicazioni: "A Roma in queste ore campeggiano manifesti firmati dal Pd con la mia foto e su scritto vergogna. È uno stile più da Brigate Rosse che da partito democratico. Indicare un obiettivo con una foto in un momento in cui nelle piazze ci sono tensioni è irresponsabile. Sono più stupito che preoccupato da questi allievi di Goebbels e Stalin". Così si è espresso il presidente dei senatori del Pdl a margine della presentazione dell’associazione "Cuore azzurro" in piazza San Lorenzo in Lucina, a proposito del manifesto del Pd contro di lui. A chi gli chiedeva se i manifesti fossero in uno stile a metà strada tra nazismo e Br Gasparri ha risposto di sì.

La Russa "Ogni polemica in politica è ammissibile entro limiti accettabili, ma l’affissione sui muri di Roma di migliaia di manifesti del Pd con la foto del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, con volgari invettive polemiche, segna un allarmante e inaccettabile imbarbarimento del confronto politico". Lo dichiara il ministro della Difesa e reggente di Alleanza Nazionale, Ignazio La Russa. "Siamo tutti abituati - aggiunge La Russa - a un confronto a volte aspro, ma questa volta si è passato il segno, quasi come una forma di istigazione alla violenza, additando Gasparri come un nemico da colpire".

Il Pd si difende Il centrodestra sta "sollevando il polverone sul manifesto contro Gasparri per coprire lo scivolone del presidente del Consiglio" che da Mosca ha prima dato "dell'abbronzatò a Barack Obama e poi del coglione" agli esponenti del Pd. Dario Franceschini, in una conferenza stampa a Montecitorio, replica così agli esponenti della maggioranza che criticano il manifesto su Gasparri. "Quel manifesto non è comparabile con gli insulti che ci ha rivolto il presidente del Consiglio - premette Franceschini - e non c’è nessuna indicazione del bersaglio, sono sciocchezze". L’esponente del Pd mostra quindi una serie di manifesti fatti da An e Fi quando c’era al governo Romano Prodi che ritraggono l’ex premier e altri ministri e relative critiche: "I manifesti sono uno strumento di scontro politico, ricordiamo quelli del’48, fu una campagna elettorale particolarmente dura, ma De Gasperi e Togliatti non si sarebbero mai dati del coglione".