Gasparri «scomunica» don Gallo e la sinistra

Tutti i problemi portano a Genova. Maurizio Gasparri ci mette poco a «ricusare i sondaggi» e a spiegare perché le urne premieranno An. «Genova è un’emergenza nazionale», la butta lì come fosse un’esagerazione. Poi spiega perché ci sia poco da scherzare. «Non è ammissibile che l’arcivescovo di Genova non possa dire messa senza poliziotti in borghese sull’altare. Un tempo bastavano i chirichetti - va al sodo, scovando anche i responsabili politici -. Ma qui a Genova intanto agiscono liberamente i centri sociali di Burlando e Pericu, i centri sociali ospiti di Santoro, gli amici di don Gallo. E il gonfalone della Liguria non si può mandare al Family day. La verità è che la sinistra sta attaccando la famiglia e la Chiesa. Il bipolarismo non è in crisi nelle idee, anzi, i due schieramenti stanno dimostrando da che parte stare sui temi forti».
E si parla di giustizia, di immigrazione. Se ne parla davanti a Gianni Bernabò Brea, capogruppo in consiglio comunale, che con Gianni Plinio e Giorgio Bornacin ha concentrato la sua campagna elettorale sul tema della sicurezza. Gasparri entra nel ligure, perché l’esempio da non seguire è sempre lì, a portata di mano. «Qui c’è una legge regionale che concede assistenza ai clandestini - attacca -. Ma è contro la normativa nazionale. Il referendum per abolirla? Aiutare a raccogliere le firme è il minimo che An possa fare per cancellare questa legge». Gasparri è impegnato in un tour spaventoso: a Rapallo per le 12, alle 13.30 a Punta Vagno a Genova, alle 15.30 a Casarza Ligure per l’inaugurazione della nuova sede del circolo, alle 17.30 ancora a Genova per un convegno sempre sulla sicurezza, in serata alla Spezia. Avanti e indietro tra Genova e il levante, ma il «pendolino» non finisce la benzina. Anzi. Torna a inquadrare i problemi della chiesa, della famiglia, della sicurezza. Si augura che don Gallo, il «guitto della parapolitica» genovese, possa finalmente smettere di «dire liberamente ogni tipo di contumelie e sciocchezze senza togliersi l’abito che indossa», ricordando come il Papa stesso citi il codice canonico a proposito dei politici che votano per l’aborto: «E don Gallo mi risulta si sia vantato di aver aiutato delle ragazze ad abortire».
Intanto Plinio mostra orgoglioso il suo cartellone fatto in casa che oggi sarà a Roma, per denunciare a tutta Italia «lo spazio vuoto lasciato dal gonfalone della Liguria». E Gasparri riprende. «A Genova due reati su tre sono commessi da extracomunitari, in Italia uno solo su tre - incalza -. E la sinistra che fa? La Vincenzi non ha niente da dire. Tra i candidati di An abbiamo il maresciallo Francescatonio Carleo per il municipio di Nervi, come capilista in Comune il giudice Mario Sossi e Graziella Quattrocchi, due simboli per l’Italia che chiede sicurezza. E nell’Italia che fa liberare i terroristi per salvare Mastrogiacomo e lascia assassinare il suo accompagnatore». Va avanti, Gasparri, senza pensare alle distanze da coprire. Applausi ne raccoglie in quantità, altri devono trasformarli in voti.