Gasperini alla frutta ma Moratti frena «Aspetto un attimino»

Al bar dicono che Gasperini è già alla frutta, nemmeno al panettone. E al bar, secondo il Gasp, sì che se ne intendono. Per chi non avesse letto, Gasperini preferisce le critiche degli avventori di bar piuttosto che quelle dei giornalisti. Moratti preferisce i caffè in ufficio, quindi non frequenta i bar, e per il momento pensa all’Inter, dunque frena la lingua ed evita di sfogliare l’agenda telefonica a caccia di un nuovo tecnico. «Non possiamo metterla sempre su questo piano, lasciamo il tempo all’allenatore di lavorare». Qualcuno avrà sorriso pensando ad un presidente pompiere, ma l’Inter è imprevedibile in tutto. Non solo quando perde con i turchi, che sono proprio poca cosa. L’altra sera, davanti ad un San Siro così vuoto da lasciar pensare che il tifo nerazzurro (da bar?) avesse subdorato qualcosa, Moratti non aveva la faccia peggiore. Nello spogliatoio nerazzurro lo hanno visto con ben altre espressioni. Aveva già deciso di attendere, a prescindere. Forse ricorda che, a Crotone, Gasp perse cinque partite di fila, prima di andare a tutto gas. Forse nemmen la partita con la Roma sarà decisiva. Meglio puntare su Novara e Bologna.
La ragione è duplice: il presidente non ha voglia di spendere ancora per un allenatore travicello, tanto il prossimo anno dovrà dotarsi di un tecnico a cinque stelle. Oggi le alternative non sono esaltanti. Capello ha già fatto sapere: «L’Inter non ha bisogno di me». Delio Rossi non ha convinto quando ha perso la finale di coppa Italia. Ranieri ha limiti nei rapporti di spogliatoio. Ancelotti aspetta altro. Baggio è un’idea del presidente. Donadoni rappresenta un tecnico di carattere. L’idea di veder Cambiasso in panca è sempre più vicina, essendo già allenatore nello spogliatoio, o nelle conferenze stampa come ha dimostrato l’altro giorno: più convincente lui nel rispondere alle critiche di quanto abbia fatto Gasperini.
La seconda ragione è riassunta nel pensiero morattiano di ieri: «Mi sembra che per ora ci sia da aspettare un attimino: è stato cambiato un modulo e quindi credo ci fosse un po’ di ritegno nel gioco, una frenata. Certo, era una partita importante, però può capitare. Qui parliamo di due sconfitte di fila, perchè l’altra è indietro due mesi: credo sia una sconfitta diversa. La squadra non era messa male in campo». Detto per ottimismo e sussurrando un “sì“ al «meglio la difesa a quattro» espressamente richiesta.
Dunque, Gasp ci ha provato, ma la squadra ha fallito. Ecco, il vero problema. Qui non ha sbagliato solo la panchina. Il centrocampo interista ha dimostrato di essere alla frutta più del tecnico. Squadra lenta, senza brillantezza fisica: specchio dei centrocampisti. Cambiasso, Zanetti, Stankovic ed anche Thiago Motta sono usurati. Cambiasso e Zanetti, insieme, troppo monotoni e monocordi. Nella rosa c’è poca freschezza giovanile: Poli, quando giocherà, al limite Obi che però ha poca personalità. Alvarez è esuberante, ma troppo sudamericano nella mentalità. A gennaio arriverà Kucka, centrocampista slovacco del Genoa, mix di forza e qualità. Non è mai troppo tardi, ma nel caso i dubbi sono leciti. Mai come ora l’Inter chiama Maicon: sulla fascia fa peso e preoccupa gli avversari. Moratti si pentirà di avere tanto pensato all’attacco e troppo poco al centrocampo. O forse di aver sopravvalutato qualche acquisto. Il gioco d’attacco non può essere un problema per una squadra sempre abituata a cavarsela là davanti, basta saper proporre gioco. La difesa si assesterà, se Gasperini non insisterà in cervellotiche trovate e seguirà la logica.
Ieri l’allenatore è stato a rapporto un’ora da Piero Ausilio, oggi dovrà rimettere mano alla squadra. Con la Roma avrà poco da cambiare: un recupero di Stankovic? Sneijder ha un problema alla tibia. Magari Zanetti terzino. Forlan in coppia con Milito. Ma qui si vedrà la mano del tecnico. Sennò largo ad un altro.