Gasperini: «Non siamo da serie A»

Le sue parole negli spogliatoi dell'Adriatico hanno l'effetto di una bomba: «Questo Genoa così non può pretendere la serie A». E quella di Gian Piero Gasperini non è un'accusa al gruppo che pieno di cerotti è uscito sconfitto dall'ultima in classifica, ma a chi gli chiede evidentemente la luna con una rosa insufficiente. «Siamo nelle condizioni di valorizzare dei giovani per delle belle prestazioni, ma nulla più - aggiunge il tecnico rossoblù - Ci sono delle difficoltà e non è che con il mercato di gennaio si possano fare miracoli. Tutto dipende da quello che si vuole». E il messaggio alla dirigenza non è nemmeno troppo velato poi la conclusione e la richiesta. «Il solo nome della piazza non basta, giocassimo solo con i nostri tifosi vinceremmo noi. Sappiamo di cosa c'è bisogno - ha concluso - Di certo dobbiamo avere umiltà e meno pressione». Concetti duri che vanno dritti a chi dirige la società ed in particolare al presidente Enrico Preziosi. Oltre all'allenatore del Grifo la delusione rossoblù è evidente anche nelle parole di Manuel Coppola. «Sicuramente lavoreremo per ritrovare quella cattiveria che oggi è mancata - denuncia il centrocampista - Cercheremo di non fare certi errori che abbiamo pagato cari. Eravamo senza titolari, ma questa non deve essere una giustificazione». Amareggiato anche Salvatore «Totò» Aurelio, il cui ingresso ha costituito sicuramente una delle poche note liete della giornata, ma non è servito a capovolgere il risultato. «Sono entrato in una condizione difficile, ma credo di avere dato tutto - dichiara la punta - Sono arrabbiato per le decisioni prese nel finale dall'arbitro che hanno reso il risultato bugiardo».