Gasperini (Udc): «Una Roma migliore con più metropolitane»

«Per raggiungere il luogo di lavoro servono in media due ore d’auto»

Marzio Fianese

Ultimi giorni di campagna elettorale e ultimi incontri per i candidati. Dino Gasperini, uomo di punta dell’Udc, candidato al consiglio comunale e con alle spalle una passata esperienza al Campidoglio ha girato in lungo e in largo la Capitale. Incontri, dibattiti, manifestazioni, comizi.
Gasperini, che città ha trovato durante questa campagna elettorale?
«Una città dove le vere notti bianche sono quelle che i romani fanno tutti i giorni quando per raggiungere il luogo di lavoro impiegano, se tutto va bene, due ore di macchina, tra andare e tornare, bloccati nel traffico. Altro che città europea e moderna come Veltroni ha voluto farci credere».
Cosa rimprovera al sindaco?
«Di averci lasciato una città che è l’opposto di quella che in questi anni ci ha presentato. Roma è piena di problemi, di contraddizioni, di questioni mai risolte. Veltroni ha avuto un effetto soporifero sui romani, li ha ammaliati con i concerti, le notti bianche, le inaugurazioni di ogni genere e specie. Ora, grazie anche a una campagna elettorale che ha parlato al cuore della gente, i romani sembrano essersi risvegliati».
Quali sono stati i temi della sua campagna elettorale?
«Ne cito tre: più case popolari da costruire per dare una risposta all’emergenza abitativa e per rilanciare la periferia, più asili nido per una città a misura di famiglia, più trasporto pubblico visto che in tanti anni di governo della sinistra non è stato fatto un solo metro in più di metropolitana».
Il suo sogno per Roma?
«Vorrei una città dove per spostarsi in automobile da una parte all’altra non ci vogliano ore, una città dove sono sicuro che se prendo la metropolitana non rischio di dover scendere perché c’è stato un guasto, una città dove la gente non deve aspettare anni per vedersi assegnata una casa, una città dove l’assistenza domiciliare sia lo strumento per le famiglie. Questi con Veltroni sono rimasti solo sogni, adesso è il momento di farli diventare realtà».