Gates: «Microsoft addio, faccio il filantropo»

da New York

Nel luglio 2008 Bill Gates «abbandonerà le responsabilità quotidiane» di Microsoft, il primo gruppo al mondo di software (di cui è co-fondatore e presidente), per lavorare a pieno regime con la Bill & Melissa Foundation. «Ho deciso che da qui a due anni - ha detto Gates, nel corso della conferenza stampa convocata appositamente per rendere nota la scelta - riordinerò le mie priorità personali». Gates ha 50 anni ed è stato nel 1975, accanto a Paul Allen, uno dei fondatori di Microsoft, di cui è stato presidente e amministratore delegato fino al 2000, quando ha lasciato la guida gestionale a Steve Ballmer. Sempre nel 2000 Gates, l'uomo più ricco del mondo con una fortuna stimata dalla rivista Forbes in 51 miliardi di dollari, ha costituito con la moglie Melissa, la «Bill & Melinda Gates Foundation», che ha in portafoglio asset per 29,1 miliardi di dollari.
Microsoft ha reso noto poi che Ray Ozzie, alla guida della divisione tecnica, diventerà anche il capo «architetto dei software», carica ricoperta da Gates da numerosi anni. Gates ha annunciato la decisione di lasciare la gestione quotidiana di Microsoft per dedicarsi anima e corpo alla beneficenza sei mesi dopo esser stato nominato con Bono degli U2 e la moglie Melinda «Persona dell'Anno» di Time, proprio in virtù del suo ruolo di Buon Samaritano del mondo. Alla coppia di miliardari filantropi - assieme al cantante che ha convinto la Casa Bianca a impegnarsi sul debito e contro l'Aids in Africa - era toccato l'onore della cover story del tradizionale numero di prima di Natale che in otto decenni di storia era toccata al Mahatma Ghandi e papa Giovanni Paolo Secondo, ai presidenti Franklin Delano Roosevelt e John F. Kennedy, al sindaco di New York Rudolph Giuliani dopo l'11 settembre ma anche ad Adolf Hitler, a Stalin e all'Ayatollah Khomeini. Alla «trinità» della beneficenza su scala mondiale aveva fatto concorrenza fino all'ultimo Madre Natura.
«I disastri improvvisi ottengono titoli e copertine, ma giorno dopo giorno altre tragedie di dimensioni evitabili maturano in silenzio: il bambino che muore di malaria in Africa ogni 29 secondi, la persona contagiata dall'Aids ogni 6,4 secondi, gli otto milioni che muoiono ogni giorno perché sono troppo poveri per rimanere vivi», aveva commentato il direttore di Time, Jim Kelly, in un messaggio ai lettori in cui spiega il significato della scelta.
Secondo Kelly, con stili diversi, la coppia Gates e Bono si erano dimostrati straordinariamente efficaci nel far fronte a queste calamità: il fondatore di Microsoft e la moglie hanno creato nel 2000 la fondazione di beneficenza più ricca del mondo (29 miliardi di dollari) per la lotta alle malattie nei Paesi del Terzo Mondo, mentre il cantante irlandese con gli occhiali rosa aveva «reso sexy» la beneficenza e «ricattato moralmente» i leader dei Paesi più ricchi del mondo a condonare i 40 miliardi di dollari di debito dovuti dalle nazioni più povere.
Ed ecco la motivazione buonista della copertina: «Per esser stati saggi nel bene fatto agli altri, per avere riscritto le regole della politica e della giustizia, per aver reso la beneficenza più intelligente e la speranza un fattore strategico, e poi per aver sfidato il resto del mondo a seguirli lungo questa strada».