Gatti, orsi e maghi nel palinsesto under 12

Maurizio Cabona

Un blocco di film della Disney è annunciato da Raiuno fra vigilia e Natale: Alla ricerca di Nemo di Andrew Stanton e Lee Unkirch (2003) è il migliore; Il gobbo di Notre Dame di Gary Trousdale e Kirk Wise (1996) e Mulan di Barry Cook e Tony Bancroft (1998) sono visibili; Peter Pan. Alla ricerca dell'isola che non c'è (2004) di Marc Foster e Mulan 2 di Darrell Rooney e Lynne Southerland (2004) sono un ripiego, per chi si accontenta dei séguiti. Il titolo per l'infanzia di Canale 5, Elf di Jon Favreau (2003), è un superfluo. Su Raitre il giorno di Natale c’è invece Pimpa, storia di Natale di Altan. Chi vede anche le reti Sky ha più scelta. Qui si annuncia la prima tv degli Incredibili di Brad Bird (2004), prodotto della Pixar-Disney, grande e meritato successo dell'anno scorso nei cinema. Per i ragazzi oltre gli otto anni, si segnala anche La maledizione della prima luna di Gore Verbisnky (2003), che, come Elf, non è un film d'animazione, ma di effetti speciali. Idem per Harry Potter e il prigioniero di Azkaban di Alfonso Cuaròn (2003), esempio di professionalità ma non di inventiva.
Gli adulti troveranno nella prima parte degli Incredibili acute osservazioni sulla società contemporanea, mentre potranno ritirarsi dalla visione della seconda parte, d'interesse prettamente infantile. Lo stesso vale per Garfield di Peter Howitt (2004): il gatto dei fumetti perde nel film la corrosiva identità col passare dei minuti, fino ad aderire al politicamente corretto. Più insolito, allora, il disneyano Koda, fratello orso di Aaron Blaise e Robert Walker (2003), che almeno pone in dubbio l'idea protestante che il nemico abbia - ipso facto - torto, dunque non sia un nemico, ma un bandito. Sempre Sky offre parecchio anche ai bambini di ieri, dell'altro ieri e a quelli di prima ancora. Trascurabile Explorers di Joe Dante (1985), salvo per rivedere Ethan Hawke (poi marito di Uma Thurman) quand'aveva sui dieci anni, accanto a River Phoenix (poi legato a Gus Van Sant e precocemente defunto). Sono invece notevoli questi classici: Il ladro di Bagdad di Raoul Walsh (1924); Piccole donne di George Cukor (1933); Il libro della giungla di Zoltan Korda (1942); e Il cucciolo di Clarence Brown (1946). Il libro della giungla è un modo di far scoprire, di rimbalzo, le pagine di Kipling, proposte in uno dei primi film in technicolor, e di confrontare il rapporto fra cacciatore e preda dall'angolazione opposta, ma anche complementare, a quella di Koda.