Gatti in Tribunale: è un complotto io sono innocente

da Brescia

Guglielmo Gatti continua a proclamarsi innocente, e forse già oggi si saprà se il 41enne accusato di aver ucciso e fatto a pezzi gli zii Aldo Donegani e Luisa De Leo potrà lasciare il carcere bresciano di Canton Mombello di Brescia, dove è rinchiuso dal 17 agosto. Il tribunale del Riesame, a cui si è rivolto l'avvocato Luca Broli, suo difensore, ieri si è infatti riservato la decisione. Erano circa le 9.30 quando da Canton Mombello è arrivato il cellulare con a bordo Guglielmo Gatti. Pochi minuti dopo il nipote delle due vittime stava già parlando. E Gatti qui ha ribadito la propria innocenza. Ha affermato che il primo agosto non era al Passo del Vivione, dove 16 giorni dopo sarebbero stati trovati i resti di Aldo Donegani e Luisa De Leo. Gatti ha quindi spiegato che i rapporti con gli zii erano migliorati dopo la morte di suo padre, avvenuta due mesi fa. Ma ha anche lasciato intendere, ancora una volta, che i rilievi che hanno portato alla scoperta di sangue nella palazzina di via Ugolini, in cui zii e nipote abitavano, sono stati eseguiti solo dopo il suo arresto. Gatti non capisce quindi «come mai gli accertamenti svolti quando era testimone non avessero prodotto tali risultati». In merito dagli inquirenti è stato specificato che l'utilizzo di certe tecniche non è possibile nei confronti di persone considerate testimoni, ma solo quando le stesse persone risultano indagate. Dalle parole di Gatti si è poi colta la sua convinzione che nei suoi confronti sarebbe stato ordito un complotto. Si sente vittima. Anche oggi non è stata fornita però alcuna pista alternativa a quella che lo vede indagato.