Gattuso e la Merini alla festa per padre Bossi

Il missionario rapito nelle Filippine è stato tenuto prigioniero per 39 giorni

Una vera e propria festa per padre Giancarlo Bossi, il missionario rapito la scorsa estate nelle Filippine, che tra pochi giorni tornerà nella sua missione.
Sarà domani alle 20.30 nella sala Barozzi dell'Istituto dei Ciechi (via Vivaio 7, Milano. Ingresso libero) alla presenza di noti personaggi dello sport, della cultura, del volontariato e dello spettacolo.
Una festa fra testimonianze, interviste, video, momenti musicali e di poesia, con gli interventi della poetessa Alda Merini e del musicista Giovanni Nuti, del calciatore milanista Rino Gattuso, dello stilista Santo Versace, di giornalisti come Ferruccio De Bortoli e Candido Cannavò.
Perno della serata sarà comunque la testimonianza del missionario del Pime, rimasto per 39 giorni nelle mani degli undici guerriglieri islamici che a giugno lo avevano rapito a Payao mentre in moto si recava a dire Messa. «Finalmente ci siamo - dice oggi padre Bossi, che in questi mesi ha combattuto contro la malattia contratta bevendo acqua sporca nella foresta -: la mia gente laggiù ha bisogno, c'è ancora troppo da fare». «Scopo della serata milanese è raccogliere fondi per la sua missione, ma ancor più diffondere tra i giovani il suo messaggio di totale tolleranza e pacificazione», dice la giornalista di Avvenire Lucia Bellaspiga, che con il collega Pino Ciociola ha organizzato l'evento. «Amministrare una città vuol dire anche offrire ai giovani l'opportunità di incontrare persone come padre Bossi, ma pure scoprire che dietro un campione di calcio o un grande stilista ci sono una fede e un forte impegno sociale», dice Alberto Mattioli, vicepresidente della Provincia di Milano, che sostiene l'evento assieme al presidente del Consiglio comunale, Manfredi Palmeri.