Gattuso lancia l'Italia: "Col coltello tra i denti"

Il centrocampista azzurro parla dei Mondiali: "Siamo stati fortunati" e del gioco di Donadoni: "Sarà un'Italia d'attacco, molto offensiva". Poi lancia Toni: "Sarà decisivo, lui segna anche sui rilanci"

Baden - Basta con l'Italia dello stellone, sotto con l'Italia d'attacco. E' la sintesi di Rino Gattuso delle sue due nazionali: quella che vinse il Mondiale 2006 con Lippi e quella dell’Europeo 2008 con Donadoni. Ma la convinzione del ringhio azzurro - assai fiducioso nella squadra "più offensiva" allestita da Donadoni - è dettata solo dalla voglia di non fermarsi alla vittoria di Berlino. "Tranquilli, sono sempre lo stesso: io mi mangio cartellini e pallone, in campo...". E in effetti sembra un morso continuo ai luoghi comuni, la sua conferenza stampa che a quattro giorni dall’esordio con l’Olanda irrompe come una tempesta di allegria e determinazione sul tranquillo ritiro della nazionale.

Buona sorte Tra una battuta su Carla Bruni e una su Mourinho, il mattatore Gattuso ha espresso senza remore le sue certezze. "Ho rivisto tutte le partite del Mondiale in tv, prima di venir qui: abbiamo dato il massimo, ma diciamo la verità: siamo stati anche fortunati - la sorprendente convinzione di uno degli eroi di Berlino -. Rischiammo a ogni partita, potevamo perdere ovunque. Segno che nel calcio ci vuole anche un po' di buona sorte". Non è per mettere le mani avanti, assicura, ma per ricordare a tutti come sia indispensabile "evitare una presunzione da Campioni del mondo, e piuttosto scendere in campo con il coltello tra i denti".

All'attacco "Cosa è cambiato da Lippi a Donadoni? Si lavora in maniera molto simile, prepariamo le partite con tanto lavoro, massima attenzione. Di diverso c’è che abbiamo perso il nostro capitano, e l’assetto tattico: con tre punte, non si può negare che questa Italia sia molto offensiva". Merito di Donadoni, è il messaggio di Gattuso, che sin dai primi giorni del dopo-Mondiale invitò tutti a dare fiducia al giovane ct di Bergamo. "Lui ha un’idea molto chiara su come deve giocare la nazionale: non dimentico che a Glasgow andammo con tre punte, nonostante per la qualificazione ci bastasse un pareggio. Dice che la stampa non ci perdonerà nulla? Ma lo sa anche lui - aggiunge il centrocampista - che questa rispetto al Mondiale è una luna di miele. Poi però, come sempre, si giudicherà in base ai risultati".

I compagni "L’arma in più può essere Aquilani: mi ha impressionato l’assist del secondo gol contro il Belgio, quelli sono gran colpi". E ancora: "Buffon è un punto di riferimento per noi, che sia capitano o no. Per anzianità la fascia di capitano andrebbe a Del Piero, in caso giochi. Soprattutto, io confido in Toni: lui può essere il giocatore decisivo. Non sarà esteticamente eccezionale, ma riesce a trasformare ogni palla in un’azione, anche i rinvii. Speriamo solo di non averlo gufato con tutti questi elogi...". Detta così, Gattuso finirebbe tra le riserve. "No, no: io sono sempre lo stesso. Il bruciore allo stomaco è cominciato, l’adrenalina sale. Vedrete cosa combino in campo".